Elezioni, Melioli (Fdi): “Alla mensa del vescovo i soldi che avrei speso su Facebook”

Il candidato in Regione per Fdi fa una scelta controcorrente rispetto alla "sinistra radical chic di Bottura". L'ex presidente di Confagricoltura: "Non darò soldi a delle multinazionali che non versano le tasse in Italia e drenano risorse ai media italiani che invece le pagano”

REGGIO EMILIA – “Alla fine della mia campagna elettorale ho pensato di fare una cosa insolita rispetto a quello che, abitualmente, si fa in questi casi. Devolverò alla mensa del vescovo il denaro che avrei voluto investire, negli ultimi giorni, sui social network per essere più visibile con le mie proposte”.

Una scelta controcorrente quella del’ex presidente di Confagricoltura Lorenzo Melioli, candidato al consiglio regionale per Fratelli d’Italia alle elezioni del 26 gennaio. Spiega: “E’ una questione di principio, perché io credo che, se uno vuole diventare rappresentante degli altri e immaginare un mondo migliore, allora bisogna anche stare dalla parte dei più deboli”.

Ma quella di Melioli è anche una scelta “sovranista”: “Sui social non ho investito nulla, perché non voglio dare soldi a delle multinazionali che non versano le tasse in Italia e drenano risorse ai media italiani che invece le pagano”.

E tira una frecciata alla sinistra: “In questa campagna elettorale si è vista la differenza fra chi ha possibilità economiche e chi non le ha. I cosiddetti politici di sinistra fanno pubblicità sugli autobus, affiggono cartelloni, realizzano spot radiofonici e campagne sui social che hanno costi esorbitanti in campagna elettorale. Per non parlare della cena da Bottura di finanziamento di Bonaccini del costo di mille euro a testa. Un evento tipico della sinistra radical chic”.

Conclude il candidato: “La mia è la scelta di un uomo che gira tra la gente e I mercati, ascoltando le persone e le loro necessità. Sono uomini e donne, quelli che incontro tutti I giorni, che in fila per andare da Bottura non ci saranno mai. Sogno una destra che governi l’Emilia-Romagna e che dia un nuovo corso politico alla nostra regione”.