Coop, quelle sociali aumentano occupati e soci

Ma le aziende denunciano in assemblea: "Il nostro lavoro non è valorizzato"

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REGGIO EMILIA – Con una crescita del 9% in un triennio, sono 2.318 gli occupati nelle 83 cooperative e imprese sociali di Reggio Emilia aderenti a Confcooperative. Un trend ancor piu’ marcato sul versante dei soci, che nello stesso periodo sono aumentati del 12%, portandosi a 3.892 unita’. Sono alcuni dei dati emersi dall’assemblea delle coop sociali, riunite nella sede della centrale cooperativa.

Le cifre, insieme ad una sensibile crescita dell’occupazione, parlano anche di una netta prevalenza (due terzi) del lavoro al femminile. Le donne occupate, infatti, sono 1.545, mentre gli uomini di fermano a 773 unita’. Il mondo del sociale, emerge infine sempre dall’assemblea, e’ uno dei piu’ variegati all’interno della cooperazione reggiana, con attivita’ che coprono non solo tutti i servizi alla persona e le aree in cui si registrano fragilita’ (anziani, ammalati, disabili, richiedenti asilo, minori in stato d’abbandono), ma si estendono a diverse aree produttive e di servizio che vanno dalla ristorazione ai servizi ambientali, dall’agricoltura ai lavori meccanici, con incursioni anche nella distribuzione di carburanti e lavanderie.

Nonostante il comparto abbia “accresciuto le attivita’ slegate da commesse pubbliche e moltiplicato i propri investimenti”, spiega pero’ Patrizia Fantuzzi, presidente di Federsolidarieta’ Confcooperative Reggio Emilia “ancora soffre di una scarsa valorizzazione del lavoro e delle competenze che esprime”. Non a caso, prosegue, “alla crescita dell’occupazione non ha corrisposto un analogo andamento del fatturato, che negli ultimi due anni e’ rimasto sostanzialmente stabile a poco piu’ di 130 milioni di euro”.

Incomprensibilmente, continua Fantuzzi, “scontiamo meccanismi di affidamento dei servizi che in diversi casi non hanno neppure tenuto conto degli aumenti del costo del lavoro legato a rinnovi contrattuali nazionali pienamente rispettati dalle cooperative sociali, con due conseguenze rilevanti: da una parte lo svilimento del valore anche sul piano sociale del lavoro in cooperativa e, dall’altra, l’impoverimento della possibilita’ di nuovi investimenti a sostegno del sistema di protezione sociale nel nostro territorio”.

Serve quindi, conclude Fantuzzi, “riaprire una stagione di confronto piu’ costruttiva con il sistema pubblico e con gli stessi sindacati per valorizzare al meglio le professionalita’ e le elevate competenze che la cooperazione sociale reggiana ha maturato nella gestione di questioni anche molto complesse che stanno in capo alle persone, alle famiglie e alle comunita’ locali”.

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