Uccise marocchino con un pugno, finisce in carcere

I carabinieri ieri sera hanno arrestato e portato in carcere il 34enne siciliano Sebastiano Mirabito che è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a otto anni

REGGIO EMILIA – I carabinieri ieri sera hanno arrestato e portato in carcere il 34enne siciliano Sebastiano Mirabito che è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per la morte del 37enne marocchino Youness Abouloufa El Idrissi, deceduto il 5 settembre 2017 dopo aver avuto un malore nella caserma dei carabinieri in seguito a un trauma cranico provocato da una colluttazione con Mirabito.

Secondo il giudici il 35enne siciliano residente a Correggio sferrandogli un violento pugno al volto, ha fatto rovinare a terra il marocchino facendogli, per effetto della caduta, sbattere violentemente il cranio sul pavimento. Il siciliano il 18 marzo scorso è stato riconosciuto colpevole e condannato alla pena di 8 anni di reclusione con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza divenuta definitiva il 18 giugno scorso ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura reggiana emettere a carico dell’uomo l’ordine di carcerazione che è stato eseguito ieri sera.

Oltre alle testimonianze raccolte e agli accertamenti dei carabinieri del nucleo investigativo, fondamentali nelle indagini sono state le telecamere comunali che hanno documentato quanto accaduto in via Roma la sera del 4 settembre 2017 prima dell’arrivo dei sanitari e dei carabinieri. Nel video si vede il marocchino che aggredisce un’altra persona sotto i portici e poi viene affrontato da altri due uomini. Ne nasce una colluttazione, uno dei due gli sferra un pugno violento (il 33enne che poi è finito in carcere) e l’immigrato finisce a terra.

Il nordafricano era stato soccorso poco dopo le 20, a terra e privo di sensi. Complice anche l’uso smodato di bevande alcoliche l’uomo era andato in escandescenza tanto che erano dovuti intervenire i carabinieri di Bagnolo che sono riusciti a convincerlo a salire in ambulanza per essere portato all’ospedale San Sebastiano di Correggio.

Una volta arrivato in nosocomio il marocchino aveva rifiutato le cure sanitarie scagliandosi contro persone e cose all’interno dell’ospedale. Alla vista dei militari, tornati in ospedale per ristabilire l’ordine, il marocchino aveva aggredito anche i carabinieri mandandone uno in ospedale. Solo l’intervento in supporto di un’altra gazzella aveva permesso di avere la meglio sull’esagitato che era finito in manette con le accuse di resistenza, violenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Nella tarda mattinata del giorno successivo, prima di andare in tribunale per la direttissima, era stato colto da malore all’interno delle camere di sicurezza del comando di Corso Cairoli ed era stato soccorso dai sanitari del 118, avvisati dal militare di servizio che si era accorto del malore. L’uomo, dopo le prime cure praticate sul posto, era stato trasportato al Santa Maria Nuova dove era morto.