Sconto in fattura abrogato, la soddisfazione di Cna

Lugli, presidente CNA Reggio Emilia: “Abbiamo combattuto una misura distorsiva del mercato per lungo tempo da soli. La chiarezza e la fermezza hanno prevalso”

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REGGIO EMILIA – Il Senato ha abrogato lo sconto in fattura introdotto dall’articolo 10 del Decreto Crescita, per chi effettua lavori che danno diritto a ecobonus o a sismabonus.  Una decisione assunta dalla Commissione Bilancio del Senato che rappresenta lo stop a una misura distorsiva del mercato e penalizzante per le piccole e medie imprese artigianae dell’edilizia, dell’impiantistica e del serramento. Una grande vittoria per la Cna.

“La nostra Confederazione ha combattuto questa jattura per artigiani e piccole imprese fin dall’inizio e per lungo tempo da sola, non accettando nessuna ipotesi di compromesso – sottolinea il presidente Cna Reggio Emilia, Giorgio Lugli – oggi possiamo affermare che la fermezza e la chiarezza hanno prevalso”.

Sin dall’istituzione di questa misura, Cna ha sottolineato come la norma escludesse dal mercato tutte le piccole e medie imprese del Sistema casa che solo per scarsa liquidità finanziaria e insufficiente capienza fiscale per compensare il credito d’imposta, non erano in grado di praticare lo sconto.

L’Associazione della piccola e media impresa intraprese un impegno serrato, a tutti i livelli del sistema, per arrivare ad un ripensamento: nei mesi scorsi è stato costruito anche una petizione online dal titolo “Bisogna contare sino a 10”, che evidenziava le incongruenze ed i gravi effetti che la misura stava avendo sull’intero settore della riqualificazione energetica.

Ieri la Commissione bilancio del Senato ha accolto queste istanze. Manca solo il passaggio alla Camera, poi da gennaio 2020 lo sconto in fattura per le ristrutturazioni cesserà di esistere.

“Gli artigiani e le pmi in genere non possono e non devono essere considerate un ‘supermarket di moneta virtuale’ – conclude il presidente della Cna reggiana – Grazie a questo intervento si ristabilisce un principio di parità di trattamento tra operatori grandi e piccoli e si sana una situazione di squilibrio nel mercato che nel medio termine avrebbe danneggiato l’intera economia rischiando il collasso di tantissime aziende del comparto casa”.

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