Risse, rapine e scontri: banda di giovani terrorizza il centro storico

Un gruppo di ragazzini egiziani crea disordini da giorni scontrandosi, nel salotto buono della città, con italiani e giovani dell'Est. La polizia sta cercando di identificarli

REGGIO EMILIA – Una banda di giovani egiziani che crea disordini, risse e commette anche rapine scontrandosi, in pieno centro, con italiani e giovani dell’Est. A pochi giorni di distanza dal putiferio scoppiato sotto i portici dell’isolato San Rocco, la questura interviene per fare chiarezza su quanto accaduto sabato scorso e delinea un quadro a tinte fosche della sicurezza nel centro storico della città, proprio in quello che dovrebbe essere il “salotto buono” fra i due teatri.

Si apprende che venerdì scorso, un giorno prima della rissa sotto l’isolato San Rocco, era avvenuto un altro scontro, alle 20,20 circa, in via Filippo Re. La polizia era intervenuta sul posto per la segnalazione di una rissa in strada tra cittadini stranieri. Giunti sul posto gli agenti non avevano trovato nessuno, ma avevano rinvenuto numerosi cocci di bottiglia e avevano trovato due auto in sosta danneggiate: una Renault Clio con il parabrezza infranto e una Volvo con alcune ammaccature sul cofano e sulla cappotta.

I due equipaggi delle Volanti avevano iniziato a cercare i protagonisti della rissa e poco dopo, in via Roma, avevano identificato 12 egiziani, fra i 18 e i 23 anni, che, sulla scorta delle testimonianze raccolte precedentemente da chi aveva assistito alla rissa, sembravano corrispondere agli uomini che avevano partecipato allo scontro poco prima.

Il giorno dopo, sabato 28, poco dopo le 18, la rissa sotto l’isolato San Rocco con la polizia che interviene ancora. Sul posto non trovano nessuno, ma un video che ha ripreso tutto (che potete vedere qui) e diversi testimoni raccontano che due gruppi di giovani si erano fronteggiati poco prima con mazze e bottiglie, facendo poi perdere le loro tracce.

Durante le ricerche nella zona la polizia ha trovato un giovane di 18 anni, S.M., che presentava numerose ferite alle mani ed escoriazioni al collo e al viso. Il ferito ha detto agli agenti di aver partecipato alla rissa che sarebbe scoppiata per futili motivi ed è stato portato al pronto soccorso. In serata gli agenti della squadra volante sono andati al pronto soccorso per vedere se altri partecipanti alla rissa si fossero presentati lì per le cure mediche e hanno trovato un egiziano di 20 anni che sosteneva di essersi fatto male dopo una caduta accidentale mentre era in bici.

Peccato che le ferite del giovane non fossero compatibili con una caduta, ma con una rissa. Inoltre, e qui c’è il collegamento con quanto accaduto in via Filippo Re, il giovane era stato identificato il venerdì precedente dato che era uno dei 12 cittadini egiziani fermati subito dopo quanto avvenuto in quella via.

Gli agenti hanno anche dovuto, all’interno del pronto soccorso, placare gli animi dell’egiziano e del giovane italiano ferito che, nel frattempo, ha spiegato ai poliziotti che la rissa sarebbe stata generata da un gruppo di egiziani che si erano scagliati contro un altro gruppo di giovani di origine albanese ed italiana e che l’egiziano presente al pronto soccorso era uno dei partecipanti.

Gli agenti, fra l’altro, hanno riconosciuto il giovane egiziano perché il 23 dicembre era stato nuovamente identificato, insieme ad altri connazionali, nei pressi della pista di pattinaggio, per una minaccia che il ventenne aveva rivolto nei confronti di un cittadino estone per fatti legati ad una ennesima denuncia di rissa in città.

A tutto questo si aggiunge che, stamattina, un minorenne italiano si è presentato in questura per denunciare una rapina avvenuta ai suoi danni sabato 28, proprio in concomitanza con la rissa, effettuata, a suo dire, da cittadini egiziani che, dopo avergli mostrato un coltello, lo avevano derubato dei soldi.

La questura ci tiene a far sapere che, vista l’alta affluenza di giovani dovuta alla chiusura festiva delle scuole, fin dal 19 dicembre gli agenti della Polizia di stato e della Polizia Locale hanno ripetutamente operato delle identificazioni di giovani che stazionavano sotto l’isolato San Rocco, con una vera e propria mappatura delle presenze. Questa circostanza è stata determinante per indirizzare le indagini, ancora in corso, da parte degli uomini della squadra mobile.

Oltre alla mappatura, gli investigatori stanno incrociando le testimonianze acquisite, le immagini della videosorveglianza pubblica e privata nonché i filmati girati con i telefonini privati dai testimoni oculari. Su queste vicende il questore Antonio Sbordone ha incaricato di svolgere minuziose indagini anche “a largo raggio” senza escludere altri sviluppi in direzioni investigative diverse.