Rapporto coesione sociale, luci e ombre del 2019

L'economia da' segnali piccoli ma di ripresa, il lavoro e' precario ma riconquista i livelli pre crisi. Sullo sfondo le preoccupazioni per gli scenari economici internazionali e per i dati su invecchiamento demografico e vulnerabilita' sociale (ancora alti)

REGGIO EMILIA – L’economia da’ segnali piccoli ma di ripresa, il lavoro e’ precario ma riconquista i livelli pre crisi, la popolazione si stabilizza e si integra nel rapporto con gli stranieri. Sullo sfondo le preoccupazioni per gli scenari economici internazionali e per i dati su invecchiamento demografico e vulnerabilita’ sociale (ancora alti).

E’ la fotografia dell’ottavo rapporto sulla coesione sociale realizzato a quattro mani dalla Camera di commercio e dal Comune capoluogo, affidato come di consueto all’istituto Praxis e curato dal sociologo Gino Mazzoli. In dettaglio, nonostante le turbolenze sui mercati globali, l’export reggiano – che traina tutto il territorio – e’ riuscito a strappare una crescita, seppur contenuta, dello 0,5%. Percentuale che, nelle stime del presidente di Stefano Landi, presidente della Camera di commercio, si prevede in crescita nel nuovo anno.

Gli occupati nel 2018 sono 240.787, in aumento di 3.248 unita’ sull’anno precedente. Nel 2008, anno della crisi, erano 241.133. Contemporaneamente calano i disoccupati che l’anno scorso erano 10.592, cioe’ 1.607 in meno rispetto al 2017. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno al 4% a fine anno, per poi ridursi al 3,8% nel 2020. Il 90% dei contratti è precario, tuttavia il “tasso di precarieta’” dei rapporti di lavoro si riduce del 2%. Bene anche gli inattivi, che decrescono di 1.613 unita’ rispetto a due anni fa e toccano quota 93.056. Altri dati confortanti riguardano il pil procapite (che sale di 360 euro) e il reddito delle famiglie, che aumenata nel complesso di 300 milioni.

I cittadini stranieri sono il 12,3% del totale della popolazione provinciale. Dopo anni di calo costante (meno 6500 unita’ dal 2014) sono tornati a crescere (con piu’ 800 unita’). E sono anche ben integrati, come registrano i numeri col segno piu’ delle imprese a guida straniera, i risultati scolastici dei figli dei migranti che migliorano e le acquisizioni di cittadinanza italiana: 1356 nel 2018 e oltre 16.000 negli ultimi 5 anni.

Per effetto del decreto sicurezza, invece, sono diminuiti i richiedenti asilo (1567 nel 2018, meno 385 rispetto all’anno prima). A queste luci il rapporto affianca pero’ anche delle ombre. Ad esempio i 9.500 cittadini in carico ai servizi psichiatrici territoriali e la popolazione considerata a rischio di vulnerabilita’ sociale o lavorativa, che nel 2015 contava 70.000 persone e oggi circa 44.000. Gli over 50, inoltre, sono aumentati di quasi 20.000 dal 2014. Una questione, quella del welfare, ben presente al sindaco di Reggio Luca Vecchi, secondo cui “e’ indubbio che nei prossimi anni la dinamica della spesa sara’ crescente perche’ crescente sara’ il fabbisogno di servizi”.

E sara’ necessario “spostare risorse dalla cura alla prevenzione”. L’edizione di quest’anno del rapporto pero’, afferma il primo cittadino, “certifica con la dovuta umilta’ che esiste un ‘modello Reggio’ di come la citta’ ha affrontato la crisi, mostrando una straordinaria capacita’ di resilienza e adattamento, che consente una equilibrata fiducia per il futuro”.