Per l’Inps è morto, niente pensione per il signor Pascarella

A causa di un errore di sistema, lo psicologo reggiano è stato considerato deceduto. Ora è tutto a posto. "Per un attimo mi sono sentito un morto vivente, ma poi ho pensato che mi hanno allungato la vita"

REGGIO EMILIA – Per l’Inps è morto, niente pensione. E’ successo allo psicologo Carmine Pascarella, 65 anni, che, improvvisamente, si è trovato senza accredito del trattamento di quiescenza nel mese di dicembre.

Racconta a Reggio Sera Pascarella che ha lavorato 40 anni per l’Ausl, soprattutto nel settore affidi e adozioni ed è piuttosto conosciuto a Reggio, anche per i suoi recenti interventi sulla vicenda di Bibbiano: “Sono andato in pensione il 31 dicembre del 2018 e, finora, gli stipendi mi erano sempre stati accreditati regolarmente. Poi, improvvisamente, in dicembre non ho visto né la pensione, né la tredicesima. Ho aspettato qualche giorno e poi sono andato all’Inps di Reggio”.

Pascarella ha così scoperto che per l’Inps era morto. A provocare l’errore è stato l’Enpap, la cassa previdenziale privata degli psicologi che ha inviato un codice errato all’Inps che corrisponde alla morte dell’avente diritto alla prestazione pensionistica. Racconta lo psicologo: “L’Inps lo ha registrato subito e ha smesso di accreditarmi sul conto corrente la pensione. Agli uffici di Reggio hanno scoperto tutto. Gli ho detto: ‘Certo che mi avete fatto proprio un bello scherzo'”.

Oggi ha telefonato al signor Pascarella il direttore generale dell’Inps per scusarsi dell’errore. Confessa lo psicologo: “Per un attimo mi sono sentito un morto vivente, ma poi ho pensato che mi hanno allungato la vita”. Ora l’Inps riprenderà a pagargli la pensione, ma senza fretta. Dopo la morte presunta, il primo pagamento è previsto per febbraio quando Pascarella riceverà anche tutti gli arretrati. Come si suol dire: per pagare e morire c’è sempre tempo.