“Minacce e ritorsioni”, indagato Ferdinando Salzano

Il manager delle star, che è fra i promotori e organizzatori della Rcf Arena di Reggio Emilia, è finito nel mirino della procura di Padova per violenza privata. Il legale di Salzano: "Il mio assistito, al pari dei suoi collaboratori, è completamente estraneo alle accuse riportate questa mattina sui giornali"

REGGIO EMILIA – Il manager delle star, Ferdinando Salzano, legato anche alla nostra città per via della Rcf Arena in progettazione al Campovolo, è stato indagato dalla procura di Padova per violenza privata in seguito alla denuncia della manager Valeria Arzenton. Lo riferisce La Stampa. Salzano, titolare della Friends&Partner, tutela gli interessi di numerosi artisti fra i quali Claudio Baglioni a Antonello Venditti, passando per Zucchero e Ligabue, Biagio Antonacci, Gianna Nannini, Gigi D’Alessio, Emma Marrone, Elisa, il Volo e tanti altri.

Ma il manager è stato anche uno degli organizzatori dei concerti di Luciano Ligabue al Campovolo ed è fra i principali promotori dell’Rcf Arena. Salzano è uno degli uomini più importanti di questo progetto che prevede un investimento complessivo da 11,5 milioni pubblico-privato (con 1,7 milioni di finanziamento dalla Regione). I grandi eventi con gli artisti più importanti saranno infatti organizzati dalla società Arena Campovolo Srl, partner di C.Volo in cui è presente anche Salzano, amministratore di Friends&Partners.

Il manager, nell’inchiesta padovana, è accusato di presunte minacce e ritorsioni nei confronti della Zed, società che a Nordest organizza e promuove spettacoli e gestisce alcuni palasport che ospitano concerti e spettacoli di grandi artisti. La procura di Padova ha inserito nel fascicolo Salzano e due collaboratori, indagati per reato di violenza privata.

I fatti che sono finiti nel mirino degli inquirenti risalgono all’ottobre 2018 e sono relativi all’organizzazione di un concerto di Alessandra Amoroso, nell’ambito del quale si sarebbero verificate le minacce di Friends & Partner nei confronti di Zed. Stando al materiale raccolto dai magistrati, la società di Salzano avrebbe preteso di utilizzare la Kioene Arena (con cui la Zed ha una convenzione) intestandosi la fiscalità dell’evento e avrebbe obbligato gli imprenditori locali a sottostare alle sue condizioni, nonostante fossero loro gli ospiti. L’oggetto della minaccia sarebbe stato quello di non pagare un debito pregresso di 313mila euro.

Salzano, oltre alla data dell’evento, avrebbe imposto anche le condizioni organizzative, a partire dal canale di vendita dei biglietti. Zed infatti aveva deciso di vendere biglietti anche attraverso il circuito TicketMaster, ma con una mail dell’ottobre 2018 la società di Salzano avrebbe imposto di vendere i biglietti solo su TicketOne.

Il fascicolo è gestito dal pubblico ministero Valeria Spinosa, che ha acquisito come materiale d’indagine i nastri delle interviste registrate dal tg satirico Striscia la notizia e mai andate in onda per la mancata dell’autorizzazione degli intervistati. Agcom nel frattempo ha aperto “un’istruttoria per abuso di posizione dominante, con l’aggravante di minacce, ritorsioni e boicottaggio”.

Scrive l’avvocato Luigi Isolabella, legale di Ferdinando Salzano: “Ieri sera ho appreso dalle telefonate di alcuni giornalisti che il signor Salzano sarebbe coinvolto in un’inchiesta avviata dalla Procura di Padova a seguito delle denunce presentate dalla signora Valeria Arzenton. Non ho alcuna notizia formale circa l’esistenza di tale inchiesta e non ritengo che la stampa sia la sede opportuna per commentare l’operato dell’autorità inquirente in relazione a indagini ancora in corso, tanto più che proprio le iniziative mediatiche della signora Arzenton sono già oggetto di un procedimento penale pendente a suo carico di fronte alla procura di Milano a seguito delle denunce presentate, tra gli altri, anche dal signor Salzano. In ogni caso, il signor Salzano, al pari dei suoi collaboratori, è completamente estraneo alle accuse riportate questa mattina sui giornali ed è pronto a dimostrare la piena correttezza del suo operato in tutte le sedi opportune”.