Melioli: “Lotta a frodi alimentari, bene il laboratorio dell’Università”

Il candidato al consiglio regionale per Fdi plaude al progetto "Smart Innova Food". L'ex presidente di Confagricoltura: "La Regione dovrebbe incentivare e finanziare questa ricerca"

REGGIO EMILIA – “E’ positiva la notizia che è nato un laboratorio, all’università di Modena e Reggio, che scopre se un prodotto alimentare è autentico, o è stato falsificato”.

Lo dice l’ex presidente di Confagricoltura, Lorenzo Melioli, candidato al consiglio regionale per Fratelli d’Italia alle elezioni del 26 gennaio, commentando la notizia della creazione di un laboratorio di Spettrometria di massa, all’università di Modena e Reggio. Il progetto si chiama”Smart Innova Food” e servirà a verificare la qualità, tracciabilità e autenticità degli alimenti come il Parmigiano Reggiano e il Lambrusco che, spesso, vengono contraffatti.

Melioli, che ha anche ricoperto la carica di vicepresidente regionale di Confragricoltura, aggiunge: “Il nostro territorio può esprimere una enorme potenzialità sulle proprie Doc che vengono minacciate tutti i giorni dai falsi che si trovano sul mercato interno e internazionale”. Il progetto è stato finanziato con 30mila euro dal Consorzio del lambrusco reggiano e gode del patrocinio del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano.

Aggiunge il candidato: “La lotta contro i falsi dei consorzi di tutela, in questo modo, potrà essere più mirata ed incisiva per contrastare questi illeciti. Sono felice dell’iniziativa dei due consorzi. La Regione dovrebbe incentivare e finanziare questa ricerca che non dà valore solo al settore del Parmigiano Reggiano e del Lambrusco, ma a tutto l’indotto in cui è impiegato un numero elevato di persone. Bisogna utilizzare queste tecnologie anche per altri prodotti tipici e creare sinergie pure con altri consorzi, perché il made in Italy è un valore aggiunto dei nostri prodotti”.

Il problema dei falsi, in campo alimentare, è molto sentito dall’Italia. La produzione delle imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana ha raggiunto oramai livelli record, superando i 300 milioni di chili contro i 295 della produzione nostrana, con un danno che, solo in Emilia-Romagna, è stimato in 8 miliardi di euro di reddito e 30 mila posti di lavoro.

Conclude Melioli: “Il fatto che dobbiamo tutti i giorni combattere contro i falsi sottolinea, ancora di più, che il nostro territorio è in grado di produrre alimenti unici e di successo che tutti vogliono imitarci. Un grande stimolo per migliorare i prodotti e controllare la loro contraffazione”.