Emilia-Romagna Coraggiosa, ecco i primi quattro candidati reggiani

Ieri sera il lancio della lista al Fuori Orario con Federico Amico, Mara Bertoldi, Sergio Guaitolini ed Elena Maccaferri

REGGIO EMILIA – Emilia-Romagna Coraggiosa ha scelto il Fuori Orario per lanciare la sua proposta politica in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio. Oltre 300 persone da Reggio Emilia e da Parma ieri sera hanno raggiunto il circolo Arci di Taneto di Gattatico per incontrare i candidati della lista, che sosterrà Stefano Bonaccini per la sua rielezione alla presidenza della Regione. Sul palco sono saliti anche Elly Schlein, tra i promotori del progetto civico e politico, il cantautore Max Collini, che si è esibito in una “lettura coraggiosa”, e Roberto Orosei, lo scienziato reggiano che ha scoperto il lago salato su Marte, che ha parlato di ricerca e precariato.

Quattro i “candidati coraggiosi” reggiani che si sono presentati ieri sera: Federico Amico, presidente regionale di Arci e portavoce del Forum del Terzo settore emiliano-romagnolo, Mara Bertoldi, insegnante e già vicesindaco di Bagnolo in Piano, Sergio Guaitolini, segretario provinciale Fiom fino allo scorso aprile, ed Elena Maccaferri, pedagogista dell’Istituzione Nidi e Scuole del Comune di Reggio Emilia.

Emilia-Romagna Coraggiosa è un progetto ecologista e progressista che coinvolge tutto il campo delle forze civiche, riformiste e di sinistra della regione. È stato presentato a Bologna lo scorso 9 novembre e oggi è al lavoro in tutte le province in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020. È sostenuto sia da diversi partiti della sinistra sia da molte realtà civiche, associative e sociali, che hanno scelto di mettere in comune le proprie competenze ed esperienze in un percorso nuovo che individui e sostenga in tutti i territori le persone più credibili per rappresentarlo.

“È tempo di avere coraggio – affermano i promotori – e riconoscere che il modello di sviluppo adottato in questi decenni a livello globale si sta rivelando insostenibile a livello ambientale e sociale. Dobbiamo abbandonare la confortevole narrazione del “modello Emilia-Romagna” e cercare una vera svolta in senso sostenibile. Ripensare insieme il futuro della regione dando risposte ai bisogni delle persone: la casa, il lavoro, l’ambiente, la cultura. E una prospettiva politica contro tutte le destre”.