Elezioni, Guaitolini attacca: “Fagioli candidato per Bonaccini? Non mi piace per niente”

L'ex segretario della Fiom-Cgil, candidato in Regione con Emilia-Romagna Coraggiosa, la lista di sinistra che appoggia il governatore uscente: "Seguii la vicenda Gfe-Snatt, gli impegni presi non furono rispettati"

REGGIO EMILIA – “La notizia che Carlo Fagioli si candidi per la lista civica Bonaccini Presidente non mi entusiasma affatto”. Ad intervenire sulla candidatura dell’imprenditore di S. Ilario è Sergio Guaitolini, ex segretario provinciale della Fiom, ora in pensione e candidato con Emilia-Romagna Coraggiosa, la lista di sinistra che appoggia il governatore uscente.

Guaitolini interviene dopo che Reggio Sera aveva ricordato la vicenda della Gfe-Snatt. L’azienda di S. Ilario, che è nel settore della logistica legata alla moda, fu al centro di una battaglia sindacale violentissima nel 2011 quando la Snatt tolse un appalto alla cooperativa di facchinaggio Gfe, perché quest’ultima aveva deciso, a maggioranza, di applicare il contratto nazionale di lavoro ai propri soci. Una decisione non gradita all’impresa che non voleva sobbarcarsi i costi di un contratto regolare. L’azienda creò due cooperative, Locosjob e Emilux, in cui confluirono i lavoratori della Gfe che accettarono di lavorare a paghe ribassate. Gli altri, oltre un centinaio, rimasero fuori in cassaintegrazione e intentarono una causa all’azienda (leggi qui per approfondire).

Commenta Guaitolini: “La famiglia Fagioli è a capo della Snatt logistica, e lo era anche nel 2010 quando si aprì la lunga e pesante vertenza Gfe-Snatt. Per il lavoro che svolgevo allora, ho seguito e partecipato in prima persona alla lotta dei lavoratori della Gfe otto anni fa, con il presidio davanti al Palazzo della Provincia e della Prefettura, per settimane di giorno e di notte, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per rivendicare il diritto alla riassunzione e all’applicazione di un contratto nazionale che garantisse i loro diritti e un’equa retribuzione. Come finì quella vertenza è noto: un accordo che purtroppo non vide realizzati gli impegni presi e, come spesso accade in questi casi, una sola parte, quella dei lavoratori, ne pagò pesantemente le conseguenze”.

E continua: “Dopo quella vertenza, con l’incremento dell’utilizzo degli appalti e dei subappalti e a fronte delle rilevanti infiltrazioni della malavita nelle attività economiche, per promuovere la legalità e la valorizzazione del lavoro nel settore appalti e nello specifico del facchinaggio, la Giunta regionale deliberò nel quadro applicativo della Legge regionale n° 18/2016, una tabella di costo minimo orario. Nel 2018 venne firmato un protocollo con le rappresentanze dei lavoratori sulle procedure di appalto in sanità, con l’obbligo dell’applicazione dei contratti nazionali e le clausole sociali a garanzia della continuità occupazionale”.

L’ex segretario provinciale della Fiom riconosce che “sotto il profilo economico questa regione è stata governata bene, raggiungendo risultati notevoli che l’hanno posta al vertice nazionale e tra le prime a livello europeo. Per quanto riguarda il lavoro, sono state introdotte normative regionali o migliorate normative nazionali per garantire la legalità e ridurre lo sfruttamento. Quando si sono dovute affrontare grosse crisi aziendali non sono mai mancate la disponibilità e l’attenzione sia del presidente Bonaccini sia dell’assessorato alle Attività produttive per la ricerca di soluzioni, considerando sempre prioritaria la tutela dell’occupazione, come per esempio nel caso della Tecno di Gualtieri”.

Continua il candidato di Emilia-Romagna Coraggiosa: “Partendo da queste premesse, credo che quelle norme e quei protocolli vadano estesi, per fare in modo che la competitività dentro le gare degli appalti non venga giocata sul peggioramento delle condizioni dei lavoratori, cosa purtroppo accaduta e che ancora accade, e in particolare per garantire un più efficiente controllo sulla genuinità delle diverse cooperative che partecipano alle gare”.

E conclude: “Per tutte queste ragioni ho accolto la proposta di candidarmi con la lista Emilia-Romagna Coraggiosa dopo la mia esperienza sindacale. Insieme agli altri componenti della lista, sul tema del lavoro vogliamo impegnarci per migliorare ulteriormente a favore di una riduzione della precarietà, di un lavoro di qualità e perché, a partire dagli appalti pubblici, a tutte le lavoratrici e i lavoratori vengano riconosciuti i diritti e i trattamenti definiti dai contratti nazionali e le clausole sociali. In una competizione elettorale dove si presenta una destra molto lontana dai valori e dalla visione di una società solidale, accogliente, in cui non si usa alimentare la paura ma anzi si opera per la migliore integrazione, come storicamente è la cultura di questa regione, è evidente il motivo della mia scelta di campo. Emilia-Romagna Coraggiosa ha una visione precisa di come debbano essere i rapporti nel mondo del lavoro. La competizione va affrontata attraverso la coesione sociale, il confronto con le parti sociali, la ricerca, l’innovazione e gli investimenti e non tramite lo sfruttamento dei lavoratori – di nessun lavoratore – e su questo punto, con la forza delle nostre idee, ci misureremo anche dentro la coalizione”.