Educatori meno pagati, ecco il lodo Cobas

I lavoratori sono scesi sul piede di guerra dopo che Fcr ha affidato il servizio tramite gara ad alcune cooperative del territorio, ha nei fatti disposto una decurtazione degli stipendi degli educatori

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REGGIO EMILIA – Inserire nei bandi la figura di un “educatore di plesso” che, anche in caso di assenza del bambino, continui realmente a promuovere l’integrazione scolastica. E’ la proposta degli educatori di Reggio Emilia che – per voce del sindacato Adl Cobas e del collettivo Eduki – hanno chiesto un incontro al sindaco Luca Vecchi e all’assessore all’Istruzione Raffaella Curioni sui nuovi provvedimenti di Fcr.

I lavoratori sono scesi sul piede di guerra dopo che l’azienda speciale interamente partecipata dal Comune, che ha affidato il servizio tramite gara ad alcune cooperative del territorio, ha nei fatti disposto una decurtazione degli stipendi degli educatori. Stabilendo in particolare che, se un alunno dovesse essere assente per piu’ di un giorno, le ore di lavoro previste non sarebbero loro pagate. In pratica, il bambino seguito dovesse restare a casa una settimana perche’ influenzato, l’assistente educatore dal secondo giorno di assenza non verrebbe retribuito.

L’assessore comunale al Bilancio Daniele Marchi, ha promesso lo stanziamento di nuove risorse sul servizio e piu’ assunzioni, che per gli educatori non risolvono pero’ il problema. “Non riteniamo automatico che l’aumento di investimento sul servizio equivalga a un servizio di qualita’, soprattutto se con i ribassi delle gare d’appalto si vuole coprire un numero sempre maggiore di utenti”, dicono. Inoltre, “se si e’ tentato di non retribuire alle cooperative le ore di assenza del bambino e’ un segnale preoccupante”.

Viene poi fatto notare che “quasi la totalita’ degli educatori ha contratti part-time di 800 euro al mese e il lavoro garantito nei nove mesi all’anno dell’apertura della scuola”. Per i restanti mesi “gli vengono ridotte le ore nel caso in cui la cooperativa gestisca un campo giochi, in alternativa vanno a zero ore per i mesi estivi senza poter far richiesta della disoccupazione perche’ il contratto e’ ancora in essere”. Non a caso, denuncia Adl Cobas, “in questi ultimi anni c’e’ un preoccupante aumento di dimissioni volontarie dell’educatrici con piu’ anzianita’ di servizio, dovute al continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, che creano un aumento di tour over che influisce sulla qualita’ del servizio”.

Ecco perche’, “l’assunzione di nuovi lavoratori con un contratto di lavoro povero che non permette la sussistenza base, non e’ un elemento meritorio”, concludono Adl Cobas ed Eduki.

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