Confcooperative compie 70 anni e festeggia con il Tricolore

Venerdì il presidente provinciale Matteo Caramaschi e quello nazionale, Maurizio Gardini, lo riceveranno in sala del Tricolore dalle mani del sindaco Luca Vecchi

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REGGIO EMILIA – Venerdì 6 dicembre, il presidente di Confcooperative Reggio Emilia, Matteo Caramaschi, e il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, riceveranno dalle mani del sindaco Luca Vecchi il primo Tricolore. Si concluderanno così, con la solenne cerimonia in programma nella Sala del Tricolore, le celebrazioni per il settantesimo di fondazione della centrale cooperativa reggiana e il secolo di vita della Confederazione nazionale.

“Con orgoglio, ma anche con grande emozione – sottolinea il presidente di Confcooperative Reggio Emilia, Matteo Caramaschi – ci avviciniamo a questo appuntamento straordinario; ricevere il simbolo che già nel 1797 anticipò quell’unità nazionale che da sempre il Tricolore rappresenta, per noi significa anche la riaffermazione di quella responsabilità che il movimento cooperativo è continuamente chiamato ad esprimere in termini di equità, solidarietà e giustizia sociale”.

“Siamo molto grati al sindaco Luca Vecchi – aggiunge Caramaschi – perché l’evento del 6 dicembre salda simbolicamente la storia e le conquiste del nostro Paese con quella della nostra organizzazione e di milioni di cooperatori che, con il loro lavoro e nella responsabilità, di quella grande storia si sono resi anch’essa artefici e protagonisti”.

La nascita di Confcooperative nazionale e di Confcooperative Reggio Emilia avvennero in quelli che si configurano come tra gli anni più difficili vissuti dal nostro Paese.

La prima, all’indomani della conclusione della prima guerra mondiale, avvenne in un Paese in condizioni di estrema povertà; “fu in quel contesto – spiega Caramaschi – che nacque un’organizzazione proiettata alla creazione di lavoro per le categorie più deboli dei braccianti, ma anche allo sviluppo delle campagne, alla nascita di cooperative di consumo in grado di calmierare il costo della vita e al rafforzamento delle piccole cooperative di credito, che rappresentavano il più efficace strumento di contrasto dell’usura”.

“Tutto questo, peraltro, dando anche voce e identità a quel movimento di cattolici impegnati nel sociale che si ispiravano alla “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII”, fondamento della Dottrina sociale della Chiesa”.

Anche Confcooperative Reggio Emilia nacque nel duro periodo della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, in presenza di conflitti sociali e scontri ideologici non ancora sopiti, divenendo punto di riferimento per un crescente numero di cooperative di lavoro (braccianti e operati) e di consumo, prima di arrivare al grande sviluppo che caratterizzò poi l’agroalimentare, l’abitazione, la cooperazione sociale e, nuovamente, le cooperative a maggiore densità occupazionale del terziario.

Oggi Confcooperative nazionale rappresenta la più grande centrale italiana per numero di imprese associate (18.500), persone occupate (525.000) e fatturato realizzato (66 miliardi di euro). I soci rappresentati sono oltre 3,2 milioni.
A Reggio Emilia, Confcooperative vale 380 imprese associate con 58.320 soci, 17.280 dipendenti e 2,020 miliardi di fatturato, cui si aggiungono 1,7 miliardi di raccolta locale delle Banche di Credito Cooperativo.

“Siamo cresciuti – sottolinea Caramaschi – grazie ad un forte legame con il territorio, e anche in questo senso il ricevere il primo Tricolore, nato in questa terra, per noi significa rilanciare questo patto stringente con le comunità locali, soprattutto in una stagione in cui riteniamo urgente il fatto che anche i grandi processi economici si misurino e tengano conto della necessità di una più forte partecipazione delle persone a dinamiche che, altrimenti, rischiano di accrescere le già alte forme di ingiustizia sociale”.

Alla cerimonia di venerdì, in programma alle 17 in Sala del Tricolore, interverranno il sindaco Luca Vecchi, i presidenti di Confcooperative nazionale e di Reggio Emilia, Maurizio Gardini e Matteo Caramaschi, mentre la cooperativa “Risonanze” (frutto dell’unificazione delle scuole di musica di Albinea e Villa Canali) offrirà spunti di riflessione eseguendo, tra l’altro, l’inno nazionale con brani strumentali e per coro di voci bianche.

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