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Caso Snatt-Gfe, Fagioli: “Nulla da recriminare, ho rispettato la legge”

L'imprenditore candidato nella lista di Bonaccini si difende: "Ho fatto del bene a molte persone". E ancora: "Non capisco gli attacchi deleteri della sinistra contro il governatore uscente"

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REGGIO EMILIA – “Non ho nulla da recriminare sul mio passato. Sono sicuro di aver rispettato la legge e di aver fatto del bene a molte persone”. Carlo Fagioli, imprenditore di Reggio Emilia candidato nella lista civica del presidente Stefano Bonaccini, taglia corto sulle polemiche in cui e’ stato trascinato dal compagno di coalizione Sergio Guaitolini, in corsa con “Coraggiosa”.

Dall’ex sindacalista della Fiom-Cgil e’ arrivato oggi un attacco in piena regola a proposito della durissima vertenza del 2011 scoppiata nell’azienda di logistica Snatt, di proprieta’ della famiglia Fagioli. Ma lui scansa le polemiche e dice: “Ci sono stati diversi processi e abbiamo avuto ragione dappertutto, le sentenze lo confermano”. Ognuno pero’, rincara, “sara’ responsabile di quello che dice o fa. Io spero di essere valutato per questo, non per vicende di quasi 10 anni fa”.

In “questo momento – chiude il manager – cercare di danneggiare il progetto di Bonaccini presidente, francamente non lo capisco”. Tra il governatore uscente e il candidato non ci sono stati contatti di chiarimento, ne’ tantomeno con Guaitolini. Ma e’ previsto che si trovino tutti attorno ad un tavolo a breve per un dialogo (“che comunque e’ sempre rimasto aperto”), quando il presidente della Regione verra’ a Reggio a incontrare i rappresentanti di tutte le liste civiche che lo sostengono.

Fagioli è stato incalzato sulle passate vicende anche da alcuni “antagonisti” (Simone Ruini della Federazione Anarchica e Lorenza Franzoni dei Partigiani urbani) presenti all’incontro con la stampa. Ha detto Ruini: “Sabato ho visto questa notizia e mi sono ricordato che conoscevo la sua azienda, la Snatt, per i fatti che, a suo tempo, erano accaduti alla Gfe. Sono andato sul suo sito e devo dire che, quando ho trovato materiale programmatico in cui lei parla di un’occupazione stabile, sicura e di qualità, l’ho trovato un po’ osceno. Soprattuto pensando a quello che era successo a quelle 500 persone. Quella è stata un’esperienza drammatica, che ha segnato la vita di tante persone, molte delle quali immigrate, che non avevano neanche una coscienza esatta di quello che stava accadendo e che sono state abbandonate al loro destino, perché conveniva farlo. La questione del mondo del lavoro e della logistica con le cooperative spurie, così come si sono strutturate adesso, è una schifezza. Lo sfruttamento che, a partire dalla logistica viene portato avanti sulle spalle di immigrati e immigrate, dovrebbe trovare risposte differenti. Che risposte vuole portare avanti su una questione così pesante? Parliamo di garanzie, di giovani e di sicurezza e ci basiamo, come ha detto lei, su quello che è stato fatto e non sulle parole”.

Ha risposto Fagioli: “Le posso rispondere che non è il luogo per parlare di questo e che non è la mia campagna elettorale, ma quella di Bonaccini. Allora dovrei stare a raccontare di quello che facciamo come azienda e dei defibrillatori che installiamo. E’ superfluo. Ho fiducia nella magistratura. Ci sono stati vari processi e abbiamo avuto ragione dappertutto. Ho seguito la legge. Poi, certo, si può far meglio. Faremo meglio per il territorio. Lei parla di lavori stabili. Se i giovani hanno bisogno di questo bisogna lavorarci insieme e io ci sarò. E’ più importante guardare da adesso al dopo che parlare di vicende che non competono in questa giornata”.

Presenti all’evento anche diversi esponenti renziani che hanno aderito al progetto di Italia Viva, ad iniziare dal notaio Maura Manghi, ex consigliera del Pd. Fagioli tuttavia precisa: “Renzi non lo conosco, ma mi riconosco nel suo progetto”. Quanto al suo di programma elettorale, ruota a 360 gradi intorno ai giovani “motore della ripartenza basata su etica e civismo”.

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