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Borracce Iren per la scuola di Gavassa: “C’è chi dice no”

Gilberto Palmerini, rappresentante dei genitori: "Diversi bambini le hanno rifiutate. Mancava pure la lettera che il sindaco ha scritto per accompagnarle nelle altre scuole"

REGGIO EMILIA Martedì scorso non è passato inosservato il gesto di alcuni alunni della scuola primaria di Gavassa di rinunciare alla borraccia offerta dalla amministrazione comunale.

Diversi bambini, di cui non faremo il nome per ragioni di privacy, hanno voluto evidenziare con un gesto forte, tutta la contraddizione di chi da un lato invita a limitare il consumo della plastica e quindi delle emissioni di CO2 e dall’altro attua delle scelte impiantistiche con un forte impatto ambientale, invasive sul territorio, e che non vanno di certo nella direzione di limitare al massimo queste emissioni.

Contraddizione evidente dato che sulle borracce è chiaramente visibile il nome di Iren Ambiente, sponsor dell’operazione e proponente del grande impianto di biogas che dovrebbe sorgere a meno di 2 chilometri dalla scuola.

Ricordiamo che, nonostante fosse previsto l’arrivo del sindaco, le borracce sono state distribuite dall’assessore ai servizi educativi Raffaella Curioni quasi a significare un certo imbarazzo da parte dell’amministrazione nell’affrontare la protesta organizzata fuori ma soprattutto dentro da parte di chi vede la coerenza degli adulti messa in discussione.

A peggiorare le cose si è messa anche l’assenza della lettera che il sindaco ha scritto per accompagnare le borracce e che di solito è distribuita col dono. Lettera che non si è vista a Gavassa e che ha lasciato l’amaro in bocca da parte di chi avrebbe dovuto riceverla. Non tanto per le “immemorabili parole in essa contenute” ma in quanto “si è avuta la sensazione di vivere in una frazione di serie B” dicono alcune mamme.

Gilberto Palmerini, rappresentante dei genitori Scuola Gavassa