Tribunale dei minori nel mirino degli avvocati reggiani

Duro documento in cui l'ordine segnala tutti i malfunzionamenti dell'ente

REGGIO EMILIA – Fascicoli difficili da reperire in cancelleria o mancanti dei documenti e delle relazioni dei servizi sociali, quando non proprio smarriti e da ricostruire a carico degli avvocati. E ancora: difficolta’ nell’accesso ai sistemi informatici, mancata comunicazione agli avvocati costituiti dei provvedimenti e nessuna risposta alle istanze rivolte al presidente del tribunale ed ai magistrati.

Il tutto accompagnato da “insostenibili code per l’accesso ad uffici presidiati da volontari a volte impreparati”, “inaccettabili ritardi nelle liquidazioni dei patrocini a spese dello Stato per malfunzionamento delle cancellerie” e la pendenza di procedure (di sospensione potesta’ genitoriale e adottabilita’, in particolare) “in cui non vengono fissate le udienze istruttorie da oltre un anno, nonostante i solleciti svolti anche su istanza del tutore del minore”.

E’ il lungo elenco di criticita’ riscontrate dagli avvocati di Reggio Emilia nel Tribunale per i minorenni di Bologna, che l’Ordine provinciale dei legali ha messo nero su bianco in un documento licenziato martedi’ scorso, trasmesso poi a Consiglio nazionale forense, ministro della Giustizia, Consiglio superiore della magistratura, Consiglio giudiziario del distretto di Bologna e al presidente del tribunale per i Minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro, oltre che alla commissione d’inchiesta della Regione (che ha terminato il suo compito).

Quanto descritto, scrivono i legali reggiani, “comporta non soltanto disagi per gli avvocati, ma anche e soprattutto una lesioni dei diritti processuali e sostanziali delle parti e dei minori coinvolti, che debbono essere garantiti anche dai magistrati”.