“Si chiama cancro. Smettiamo di avere paura”

Domenica alle 18, a Palazzo Da Mosto, sarà presentato il libro scritto dalla giornalista reggiana Alessandra Ferretti

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REGGIO EMILIA – “Si chiama cancro. Smettiamo di avere paura”. Domenica alle 18, a Palazzo Da Mosto, sarà presentato il libro scritto dalla giornalista reggiana Alessandra Ferretti.

Alla presentazione del libro saranno presenti i dottori del Santa Maria Nuova che sono stati intervistati nel libro: Alberto Cavazza, direttore della struttura complessa di anatomia patologica, Cinzia Iotti, direttore della struttura complessa di radioterapia oncologica, Fausto Nicolini, direttore generale Ausl, Claudio Pedrazzoli, consigliere comunale Pd ed ex direttore della struttura complessa di chirurgia a indirizzo oncologico e ricostruttivo, Carmine Pinto, direttore della struttura complessa di oncologia medica, Romano Sassatelli, direttore della struttura complessa gastroenterologia ed endoscopia digestiva e Annibale Versari, direttore della struttura complessa di medicina nucleare. Parteciperà anche la giornalista di Telereggio, Manuela Catellani.

Scrive l’autrice: “Fino a non molti anni fa sembrava un tabù chiamarlo con il suo nome. Si usavano espressioni come “brutto male”, nelle conversazioni private, o “male incurabile”, nella comunicazione dei media. Poi si è cominciato, nei libri e soprattutto in televisione e attraverso i social network, addirittura a enfatizzarlo, magari con l’aiuto di un linguaggio d’ispirazione bellico-militaresca, e a diffondere la retorica secondo cui vince chi lotta. Quando si parla di cancro emergono palesemente i paradossi della comunicazione che, in particolare nell’ambito della sanità, possono creare confusione e addirittura provocare danni”.

Aggiunge: “L’aumento della conoscenza della malattia oncologica e delle sue possibilità di cura è direttamente proporzionale al ridursi della paura nei confronti del mondo cancro. Attraverso sette conversazioni con altrettanti professionisti della sanità reggiana, questo libro cerca di spiegare l’ABC del cancro e di diffondere non solo una sua possibile, nuova percezione, ma anche una maniera di comunicarlo il più possibile equilibrato. La parola è il mezzo più potente che abbiamo e tutti siamo responsabili dell’uso che ne facciamo, quando parliamo di oncologia lo siamo in misura estrema”.

E conclude: “Come sottolinea Siddhartha Mukherjee, autore de L’imperatore del male, ‘il miglior modo per vincere la guerra contro il cancro è quello di ridefinire l’idea stessa di vittoria’. E, aggiungiamo noi, cominciando con le parole giuste”.

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