Parcheggio Mediopadana, cronaca di un disastro annunciato

Già quattro anni fa una ricerca di Nomisma preconizzava il successo della stazione, ma di fronte a quei numeri i nostri amministratori non approntarono parcheggi sufficienti

REGGIO EMILIA – Il parcheggio della stazione Mediopadana è un disastro dato che, ad oggi, è ampiamente insufficiente rispetto alle esigenze dei passeggeri che la frequentano (circa un milione e trecentomila l’anno, ndr). In molti, nell’amministrazione comunale, sostengono che un successo del genere non era prevedibile e che Reggio è stata colta in contropiede dall’imponente afflusso di viaggiatori. In realtà le cose non stanno proprio così.

Quattro anni fa una ricerca di Nomisma, commissionata da Car Server Spa, fu presentata in un convegno al Malaguzzi, con un’iniziativa promossa in collaborazione con il Comune, a cui parteciparono i vertici della nostra amministrazione comunale. Ebbene, la ricerca diceva, in sintesi, che il potenziale di crescita della stazione poteva portare a 3.500 utenti giornalieri e che, già nel 2016, la stazione avrebbe potuto raggiungere il milione di passeggeri trasportati.

I nostri amministratori dunque, quattro anni fa, non potevano non sapere che, già nel 2016, i viaggiatori sarebbero stati un milione e che, quindi, i parcheggi sarebbero stati ampiamente insufficienti. E cosa è successo da allora ad oggi? Nulla. E’ stato creato un parcheggio sterrato che è nelle condizioni che mostra il nostro servizio quando piove e la situazione è caotica.

Secondo quanto dichiara l’amministrazione comunale dovrebbero mancare ormai pochi giorni all’inizio del maxi cantiere di ampliamento dell’area di sosta. La durata dell’intervento è stimata in circa 270 giorni consecutivi dalla data di inizio lavori. Sarà realizzato un nuovo parcheggio suddiviso in due aree distinte con capacità totale di circa 430 posti auto di cui circa 30 per disabili, la modifica e completamento dei layout del parcheggio esistente e la realizzazione di una rotonda di accesso e la suddivisione dei percorsi pubblici (bus, taxi e ncc) da quelli privati. Contestualmente verranno installate sbarre di ingresso, videocamere per la sorveglianza e verranno messi a pagamento gli stalli.

Quindi cinque anni dopo quel convegno, nel 2020 se tutto va bene, avremo un parcheggio degno di questo nome in quella zona al posto dell’acquitrino attuale che, tuttavia, non sarà ancora sufficiente per le esigenze della Mediopadana.

La stazione è stata aperta nel 2013. Sarebbe bastato, allora, fare un giro negli aeroporti del nostro paese, a partire da Bologna, e guardare come è stato risolto il problema dei parcheggi in strutture che, di fatto, come la Mediopadana sono dei punti di riferimento per un intero territorio (l’aeroporto di Genova, per esempio, fa gli stessi numeri della nostra stazione ad alta velocità in un anno, ndr).

Non basta costruirne solo in prossimità, infatti, ma bisognerebbe anche realizzare altri parcheggi, collegati da navette e gestiti da privati, che portino i passeggeri in stazione. Il tutto con la possibilità di prenotare i biglietti on line e prendere i posti in anticipo, cosa oggi impossibile dato che nessuno gestisce il parcheggio davanti alla Mediopadana.

Non era difficile, bastava programmare e copiare da quello che hanno fatto gli altri. Magari leggendosi la ricerca commissionata a Nomisma. O fare una telefonata Romano Prodi che, essendo reggiano e fra i fondatori della società di consulenza bolognese, non avrebbe avuto difficoltà a farla arrivare ai nostri amministratori.

Paolo Pergolizzi