Nuovo concordato Vismara, si tenta la svolta

L'avvocato Sido Bonfatti intravede oggi un possibile rilancio del gruppo dei salumi. Cgil, Cisl e Uil: "No ad ultimatum, salvaguardiamo i posti di lavoro"

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REGGIO EMILIA – “Il cda di Vismara lavora al nuovo concordato con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e la crescita aziendale”. È l’avvocato Sido Bonfatti, consulente legale di Ferrarini spa e Vismara spa, ad intravedere oggi un possibile rilancio del gruppo dei salumi. Quest’ultimo, sfumata la pista Amadori, ha depositato questa mattina in tribunale a Reggio Emilia un nuovo ricorso di concordato preventivo, per poter sviluppare un programma con un nuovo partner industriale sanando i debiti e aprendosi a nuove prospettive.

Il tribunale si esprimera’ “in tempi auspicabilmente brevi”, continua Bonfatti, aspettando un verdetto sulla concessione del termine richiesto cosi’ come sulla designazione del commissario giudiziale e del giudice delegato. In ogni caso, Bonfatti precisa che la situazione di Vismara non comporta “nessun effetto pregiudizievole sulle altre societa’ del gruppo”, Ferrarini spa e Societa’ Agricola Ferrarini spa, che fra l’altro “sono tornate ai livelli produttivi, occupazionali e commerciali precedenti al concordato sia in Italia che all’estero, e che stanno quindi procedendo esattamente come nelle attese e come prospettato dai piani presentati”.

Il 16 settembre scorso Amadori aveva comunicato la propria volonta’ di non dare corso alle intese per l’esecuzione della stessa proposta concordataria. Cosi’, il Cda di Vismara ha depositato ieri la rinuncia alla proposta di concordato preventivo originario rilanciando con il nuovo ricorso, su cui ora cresce l’attesa.

Cgil, Cisl e Uil: “No ad ultimatum, salvaguardiamo i posti di lavoro”
Sulla vicenda intervengono anche Cgil, Cisl e Uil che scrivono: “A fronte delle notizie di stampa con le quali abbiamo appreso della volontà di una nuova cordata di banche e imprenditori guidata da Intesa San Paolo volta a rilevare le attività produttive di Ferrarini e Vismara, evidenziamo comunque l’importanza che ogni iniziativa di soluzione delle attuali procedure concordatarie in corso per le 2 realtà aziendali debba massimizzare le prospettive industriali delle attività produttive nei siti attualmente localizzati e la tenuta dell’occupazione riguardante oltre 550 posti di lavoro”.

Continuano i sindacati: “In particolare rispetto ai contenuti delle nuove proposte manifestate le organizzazione sindacali ribadiscono da parte loro le questioni che fin dall’inizio della crisi finanziaria e gestionali delle aziende interessate hanno guidato la loro azione. Vanno superate in tempi brevi le procedure concordatarie per normalizzare la gestione delle aziende e passare ad una indispensabile fase di nuovi investimenti (anche relativamente al nuovo stabilimento di Reggio Emilia) e sviluppo di produzioni e marchi. Va assicurata la continuità produttiva nei vari siti che da mesi sta garantendo la presenza delle produzioni e dei marchi sul mercato e l’occupazione dei lavoratori interessati. Vanno valutate tutte le ipotesi e gli interessamenti volti a rilevare le attività produttive e a garantire le prospettive occupazionali, permettendo alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti dei lavoratori di conoscere e approfondire ogni possibile proposta in campo”.

Le organizzazioni sindacali dichiarano il loro interesse “a conoscere il piano industriale che la cordata guidata da Intesa San Paolo ha dichiarato di voler mettere in campo, rimuovendo quindi ogni ultimatum che nel giro di pochissime ore vorrebbe far evolvere definitivamente la situazione senza poterne conoscere i dettagli e le caratteristiche”.

E concludono: “A tal fine assume maggiore rilevanza l’incontro che come sindacati abbiamo chiesto ed ottenuto al Mise per il prossimo 12 novembre relativamente alla situazione del gruppo Ferrarini Vismara, occasione ancora più importante affinché in una sede istituzionale si faccia chiarezza e trasparenza sulle reali intenzioni degli attori in campo e sulle migliori prospettive per l’occupazione”.

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