Minori, Manghi: “Atto 2016 non riguardava gestore servizi”

Il sottosegretario: "Anche la Lega giudicò positivi i metodi di Bibbiano"

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REGGIO EMILIA – Nel contestato documento della Conferenza socio sanitaria di Reggio Emilia del 2016 in cui si elogiava il sistema di accoglienza dei minori vittime di abusi della val d’Enza “non si parlo’ certo di un soggetto gestore, ossia quello al centro dell’indagine, bensi’ delle strutture chiamate ad affrontare il tema, sulla base appunto delle relazioni dei servizi stessi e da quanto emergeva da analisi e strumenti di approfondimento”.

Lo precisa Giammaria Manghi, sottosegretario alla presidenza della Regione che firmo’ il documento nel suo incarico di presidente della Provincia di Reggio. Inoltre, sottolinea il reggiano, anche la Lega che oggi lo attacca si espresse positivamente sui servizi della val d’Enza, in particolare al termine di una udienza conoscitiva in commissione regionale Parita’ e Diritti, dove nel marzo 2015 relaziono’ Federica Anghinolfi, principale indagata dell’inchiesta sui presunti affidi illeciti.

In quella occasione, ricorda Manghi, “anche il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, dopo aver ascoltato, sottolineo’ come ‘il cambiamento negli anni dei servizi sociali, passati dall’assistenzialismo economico a un approfondimento con la persona, e’ stato sicuramente positivo ed efficace'”. Insomma “non si scaglio’ certo contro metodi che non condivideva”. Pertanto, conclude Manghi, “inviterei oggi la Lega, a partire dalla senatrice Borgonzoni, a evitare strumentalizzazioni su temi di grandissima delicatezza per la vita di tante persone”.

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