Luzzara, minacce e roncolate in golena: tre denunce

L'ex dipendente e la moglie, entrambi rumeni, sono andati a chiedere dei soldi all'ex datore di lavoro, un indiano, minacciandolo. Lui ha preso una roncola e ha mandato l'uomo all'ospedale

LUZZARA (Reggio Emilia) – Rapporti tra datore di lavoro ed ex dipendente a dir poco burrascosi, tanto che l’ex dipendente, un 50enne rumeno, è stato preso a roncolate dall’ex datore di lavoro al termine di un’accesa lite avvenuta in un’area cantieristica nella zona golenale di Luzzara. In seguito a questo il 50enne e la moglie 46enne, entrambi rumeni, residenti nel mantovano, sono stati denunciati per concorso in minacce aggravate nei confronti del 44enne indiano residente a Cremona che, a sua volta, è stato denunciato per lesioni personali aggravate.

E’ successo il 17 novembre scorso quando i carabinieri della stazione di Luzzara sono intervenuti nella zona golenale in un terreno in concessione di lavoro per il taglio dei pioppi, dato che, poco prima, era arrivata una richiesta d’intervento da parte un uomo, il 50enne rumeno, che ha detto di essere stato ferito con una roncola da un indiano.

Giunti sul posto i carabinieri, dopo aver garantito i soccorsi al ferito, hanno appurato che il 50enne, insieme alla moglie 46enne, anche lei rumena, era andato nel cantiere per chiedere dei soldi all’indiano, suo ex datore di lavoro. Una richiesta avanzata in modo non troppo amichevole, dato che la donna era armata di uno scalpello e l’uomo di un piede di porco. “Dammi i soldi se no può succedere di tutto: si possono incendiare l’escavatore, la macchina e il trattore”, avevano detto al datore di lavoro.

Quest’ultimo ha reagito, ha preso una roncola e ha colpito al braccio sinistro l’ex dipendente che, ferito, è scappato insieme alla moglie all’interno del furgone con cui era arrivato chiedendo l’intervento dei carabinieri. Il 50enne rumeno, trasportato all’ospedale di Mantova, è stato sottoposto a un intervento chirurgico, dato che ha riportato lesioni ai tendini ed è stato giudicato guaribile con una prognosi di 60 giorni.