Iren, nei primi 9 mesi 191 milioni di utili

I ricavi salgono a 3.190 milioni di euro con un incremento del 13%. L'indebitamento va a 2 miliardi e 615mila euro e cresce di 162 milioni

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REGGIO EMILIA – Il Gruppo Iren ha chiuso i primi 9 mesi del 2019 con un utile netto di gruppo pari pari a 191 milioni (+20 milioni) e con ricavi consolidati a 3.190 milioni di euro in incremento del 13% “grazie prevalentemente al contributo derivante dalla maggior vendita e produzione di energia elettrica oltre che all’ampliamento del perimetro di consolidamento”. E’ quanto si legge in una nota dopo l’ok del Cda ai risultati al 30 settembre.

L’indebitamento sale a 2.615 milioni di euro, in crescita di circa 162 milioni rispetto al 31 dicembre 2018. Scrive l’azienda: “Escludendo gli impatti derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS16 (105 milioni), dalla variazione del perimetro di consolidamento (72 milioni) e dalla variazione del fair value dei derivati (38 milioni), la posizione finanziaria netta risulterebbe in calo di circa 53 milioni”.

Registrato un Margine Operativo Lordo (Ebitda) a 675 milioni di euro (-4,4% rispetto a 706 milioni di euro al 30 settembre 2018). “Escludendo gli elementi positivi non ricorrenti dello scorso anno pari a 87 milioni (60 milioni di certificati energetici e 27 milioni di certificati verdi idroelettrici), l’Ebitda al 30 settembre 2018 sarebbe stato pari a 619 milioni, con conseguente crescita di circa 56 milioni.

“Il percorso di consolidamento intrapreso negli ultimi anni dal Gruppo si affianca alle attività di crescita organica supportando lo sviluppo di Iren e dei territori di riferimento. In questi primi nove mesi del 2019 il contributo generato dalle società entrate nel perimetro del Gruppo, ACAM, Spezia Energy Trading, San Germano e Maira è stato pari a 11 milioni di euro. Tale percorso di crescita per linee esterne proseguirà anche nei prossimi mesi, in linea con quanto annunciato in occasione della presentazione del Piano Industriale”, ha affermato il presidente Renato Boero.

Il miglioramento “ha riguardato tutte le linee di business, con la sola eccezione della vendita di gas per la quale si sono registrati margini in flessione per effetto di una contrazione dei volumi venduti correlata a una stagione termica invernale non favorevole”.

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