“Grazie perché”, il libro di Paterlini che racconta 30 anni di accoglienza

Centossessanta pagine che, attraverso 14 storie personali, ripercorrono l'attività della coop sociale Dimora d'Abramo

REGGIO EMILIA – “Io mi sento davvero un profugo di questa società feroce, razzista e insopportabile in cui non mi riconosco e contro cui combatto con tutte le mie forze. Salutiamo Salvini che sabato viene a benedire questa città. Sono uno dei profughi che Dimora d’Abramo ha accolto”.

E’ la confessione dello scrittore reggiano Piergiorgio Paterlini che, fra le tante cose che ha fatto, è stato insieme a Michele Serra, tra i fondatori del giornale satirico Cuore, autore di “Ragazzi che amano ragazzi”, collaboratore con Luciano Ligabue alla stesura di “Fuori e dentro il borgo” e di “La neve se ne frega”.

Stavolta si è cimentato con il libro “Grazie perché”, quattordici storie personali, un’unica storia di accoglienza. Centossessanta pagine, gli accenni ad una storia iniziata trent’anni fa per iniziativa di sacerdoti, laici e associazioni legate alla Chiesa reggiana e, poi, le quattordici storie personali di coordinatori di servizi (in massima parte) che si raccontano all’insegna della gratitudine verso chi, in queste vicende individuali, ha lasciato una particolare impronta.

Con questo libro, edito da Pendragon, la cooperativa sociale Dimora d’Abramo celebra i suoi trent’anni di attività, con sobri ed essenziali riferimenti alle attività svolte per privilegiare, invece, un percorso narrativo tutto all’insegna della gratitudine.

Spicca, certo, la gratitudine della cooperativa per chi ne è stato e ne è parte, per le istituzioni e le comunità locali ma, soprattutto, in primo piano c’è quel “grazie” che esce dalle storie dei coordinatori dei servizi della cooperativa e, nel raccontare e svelare tanti diversi cammini, si rivolge a chi ha lasciato impronte che hanno inciso su queste stesse storie e su scelte di vita che sono confluite e si riconoscono, tutte, in una dimensione di servizio agli altri.

“Non è possibile – scrive in prefazione il presidente della Dimora d’Abramo, Luigi Codeluppi – guardare alle storie che si sono intrecciate, ai fatti accaduti e a tutto questo percorso senza riconoscere e coltivare la gratitudine verso chi ne è stato parte, da ovunque provenisse e in qualunque modo fosse coinvolto, con le fatiche e le energie spese per trovare sentieri possibili e sostenibili in un cammino di organizzazione e, allo stesso tempo, fatto di percorsi individuali di ciascuno”.

“Per questo – osserva Codeluppi – abbiamo pensato a un testo a più mani che raccontasse del riconoscimento che attraversa la storia della nostra cooperativa, ma anche le singole vite individuali, prima o al di fuori della cooperativa stessa”.

Su questo filo, dunque, si muovono le storie raccontate da Marco Aicardi, Mirella Cantarelli, Luigi Codeluppi, Alfonsino Domenichini, Isabella Morlini, Andrea Nasciuti, Simona Nicolini, Laura Prandi, Sara Rami Idrissi, Souaad Salim, Monica Salsi, Graziano Sarti e Francesca Vecchietti, oggi coordinatori dei diversi servizi della Dimora d’Abramo e, in alcuni casi, dapprima ospiti di strutture o fruitori di servizi gestiti dalla cooperativa. A queste si aggiunge quella dello scrittore e curatore del libro, Piergiorgio Paterlini, in un ritratto intenso e inedito.

“E’ un libro – sottolinea proprio il curatore Piergiorgio Paterlini – che vuole raccontare nel modo più autentico possibile una storia d’accoglienza e di lavoro dalla parte degli ultimi che ha del tutto a che fare proprio con le storie personali di chi si spende per aiutare e che, a propria volta, con un approccio intimo e perciò anche coraggioso per quelli comunemente riconosciuti come professionisti, riconosce quanto, quando, da chi e con quali esiti è stato aiutato”.

“A loro – aggiunge Paterlini – ho proposto di raccontare non quello che facevano per gli altri. Quello, è – o dovrebbe essere – sotto gli occhi di tutti. Quello, si racconta da sé. Chi ne beneficia o chiunque voglia vedere lo conosce. Per una volta ho proposto di raccontare chi aveva fatto qualcosa per loro, di più, a chi loro sentivano di dovere gratitudine”.

“E’ un approccio alla storia di una cooperativa sociale – sottolinea Patrizia Fantuzzi, presidente di Federsolidarietà/Confcooperative Reggio Emilia – sicuramente originale, sorprendente per la ricchezza di esperienze personali che confluiscono in questo percorso comune e, soprattutto, per molti aspetti esemplare del come sia essenziale guardare alla cooperazione sociale attraverso le storie, le ragioni, il lavoro, le soddisfazioni ma anche le fatiche delle persone che vanno incontro ad altre persone, facendo anche i conti con modesti riconoscimenti sociali rispetto alla trama di relazioni che quotidianamente costruiscono in una dimensione di sostegno e di prossimità umana prima ancora che professionale”.

Il libro “Grazie Perché” inaugura anche la collana editoriale “MarRosso” lanciata dalla Dimora d’Abramo – in collaborazione con Piergiorgio Paterlini e le edizioni Pendragon – proprio in questa occasione. Da giovedì 7 novembre il libro è in vendita alla libreria all’Arco di Reggio Emilia, oltre che nelle altre librerie italiane e attraverso i canali online.