Fiera ornitologica, sequestrati 235 uccelli: tredici denunce foto

Le accuse, a vario titolo, sono di illecita detenzione e commercio di avifauna protetta, ricettazione, frode in commercio, acquisto di cose di sospetta provenienza, abusivo esercizio di professione, commercio di medicinali guasti o imperfetti e resistenza a pubblico ufficiale

REGGIO EMILIA – Sequestrati 235 uccelli e 487 confezioni di farmaci veterinari. Controllati 26 stand di specie esotiche tutelate dalla convenzione di Washington. Le attività condotte dai carabinieri forestali alla 80esima Fiera Ornitologica Internazionale di Reggio Emilia hanno visto la denuncia di 13 persone.

Le accuse, a vario titolo, sono di contraffazione ed uso abusivo di pubblici sigilli, illecita detenzione e commercio di avifauna protetta, ricettazione, frode in commercio, acquisto di cose di sospetta provenienza, abusivo esercizio di professione, commercio di medicinali guasti o imperfetti e resistenza a pubblico ufficiale.

La campagna di controlli è stata pianificata d’intesa con i responsabili dell’ente organizzatore nell’ottica di garantire il corretto svolgimento delle attività promosse in fiera, finalizzate allo scambio ed al commercio legale di esemplari oggetto di allevamento e, come tali, tracciabili e singolarmente identificabili, attraverso i prescritti sistemi di marcatura mediante anelli inamovibili.

Quest’ultima operazione consiste nell’apporre al metatarso dei piccoli nati in cattività un anello fornito dalla F.O.I. (Federazione Ornicoltori Italiana) o altre associazioni riconosciute alle quali l’allevatore deve essere iscritto. Per ogni singola specie è previsto un anello con un determinato diametro interno, affinché lo stesso possa essere apposto al metatarso esclusivamente entro i primi dieci giorni di vita, dopodiché risulterà impossibile inserirlo a seguito della crescita della zampetta.

L’attenzione dei carabinieri forestali si è dunque incentrata, in particolar modo, sulla rintracciabilità degli esemplari sottoposti a controllo e, quindi, sulla verifica degli anelli identificativi oltreché sulla documentazione attestante la provenienza degli stessi. E’ stato accertato che gli esemplari in possesso degli indagati presentavano degli anelli visibilmente modificati e/o amovibili. Questa operazione, nota agli investigatori, consiste nell’allargare gli anelli in alluminio (F.O.I.), apporli al metatarso di soggetti adulti illegalmente catturati in natura per restringerli in seguito.

Queste operazioni vengono eseguite mediante l’utilizzo di un punzone di forma conica del diametro leggermente superiore a quello dell’anello, che serve ad allargarlo, di un barattolo di vasellina che serve da lubrificante della zampetta, e di una apposita pinza che serve per restringere l’anello appena inserito. Tra le caratteristiche costruttive di detti anelli vi sono quelle che rendono possibile la constatazione di segni di manomissione, come quelli effettivamente riscontrati negli anelli applicati all’avifauna sequestrata.

I controlli all’interno dei padiglioni della fiera faunistica si sono svolti, a cura dei carabinieri forestali, nell’arco delle tre giornate di apertura al pubblico. In particolare, sono stati controllati 26 stand. Durante le attività di polizia giudiziaria un soggetto, fingendo di avere bisogno di aria, ha cercato di liberare quattro cardellini distruggendo una gabbia. I militari, prontamente intervenuti, lo hanno bloccato e recuperato tre cardellini mentre uno degli animali è uscito dalla finestra. E’ stato denunciato, quindi, per resistenza a pubblico ufficiale.

Le persone denunciate, di cui alcuni stranieri, risiedono in Comuni delle provincie di Barletta-Andria-Trani, Reggio Calabria, Napoli, Torino, Cosenza, Udine, Trento e Brescia.