Dal carcere a Tunisi, espulso il fabbricatore di nomi falsi

L'immigrato 34enne era sfuggito a quattro decreti di espulsione emanati del Prefetto di Trento. Per farlo si era servito di numerosi 'alias' per impedire il suo riconoscimento

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REGGIO EMILIA – L’Ufficio Immigrazioni della Questura di Reggio-Emilia ha espulso il 29 ottobre scorso, con un volo diretto Bologna-Tunisi, il cittadino africano Nasraoui Ali, 34 anni, pluripregiudicato in carcere per spaccio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il tunisino, che ha vissuto soprattutto dalle parti di Trento nei suoi 15 anni in Italia, era sfuggito a quattro decreti di espulsione emanati del Prefetto di Trento. Per farlo si era servito di numerosi ‘alias’ e nomi falsi per impedire il suo riconoscimento.

Dal 2002 aveva accumulato condanne per danneggiamento, false dichiarazioni sulla propria identita’ personale, porto d’armi e oggetti atti ad offendere e rapina. Fino a quando, il 21 giugno 2018 era stato arrestato e condannato a due anni e sei mesi di reclusione nel carcere di Reggio Emilia. Il 27 settembre di quest’anno il magistrato di sorveglianza del Tribunale cittadini ne ha poi disposto l’espulsione come sanzione alternativa alla pena.

Decisivo, per la sua messa in atto, e’ stato il lasciapassare concesso dal Consolato della Tunisia a Genova. A facilitare l’espulsione ha inciso anche l’assenza di relazioni familiari nel territorio italiano con altri cittadini, anzi, il tunisino si era sposato nel 2015 con una connazionale a Tunisi, elemento che ha reso possibile procedere al rimpatrio con con maggiore rapidita’.

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