Correggio, i beni di Encor tornano al Comune

Il sindaco Malavasi: "Un patrimonio di 12 milioni per la comunità"

Più informazioni su

CORREGGIO (Reggio Emilia) – Si conclude (almeno per la parte amministrativa) la vicenda di Encor, societa’ energetica partecipata del Comune di Correggio creata nel 2007 e fallita nel 2014, lasciando debiti iniziali per quasi 30 milioni sull’amministrazione. Il sindaco Ilenia Malavasi, su Facebook, informa del buon esito della proposta di “concordato fallimentare” che l’ente locale aveva presentato “per evitare i tempi lunghi della vendita all’asta e per ottenere immediatamente la proprieta’ dei beni della societa’”.

Oggi, dice quindi il sindaco, “siamo proprietari di oltre 500.000 metri quadrati di terreni e fabbricati, dieci impianti fotovoltaici nonche’ della centrale Eva e di beni di altra natura del valore stimato di 12 milioni”. Un patrimonio, conclude Malavasi, “che ora puo’ essere usato a favore della comunita’”. Questo, sottolinea il primo cittadino, “dopo aver gestito i debiti nei confronti delle banche creditrici per 30 milioni di euro totali, poi ridotti a 21 milioni”.

Il fallimento di Encor aveva lasciato un’eredita’ molto pesante al Comune di Correggio, per aver firmato lettere con le quali si faceva garante dei debiti della societa’ con le banche. Quelle lettere, cosiddette “di patronage”, secondo l’amministrazione comunale non costituivano un impegno stringente a rimborsare i debiti di Encor in caso di insolvenza di quest’ultima. Ma i tribunali hanno dato torto al Comune, che ha perso tutte e tre le cause che lo vedevano opposto alle banche creditrici. Restano intanto aperti il procedimento avviato dalla Corte dei Conti sul crac della societa’ e le indagini della magistratura.

Più informazioni su