Consiglio comunale diviso su solidarietà a Segre

Le forze politiche si dividono sulla condanna ai 98 senatori di centrodestra che si sono astenuti in Parlamento

REGGIO EMILIA – Si e’ partiti con le migliori intenzioni di tutti i gruppi di manifestare solidarieta’ a Lilliana Segre, invitando la senatrice minacciata e per questo oggi sotto scorta in sala del Tricolore, per conferirle in occasione del prossimo 7 gennaio la cittadinanza onoraria e il riconoscimento del “Primo Tricolore”. Ma alla fine non si e’ riusciti a fare sintesi e il consiglio comunale di Reggio Emilia si e’ spaccato sull’argomento.

Il capogruppo della Lega Matteo Melato ha definito “da infami” e “inaccettabili” gli attacchi alla senatrice a vita 89enne sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, ma una questione di forma e’ risultata insormontabile. Non votabili infatti per le opposizioni alcuni passaggi del documento presentato dal consigliere del Pd Paolo Genta, che nelle premesse stigmatizzavano il comportamento dei 98 senatori del centrodestra che in Parlamento si sono astenuti (il voto in Senato vale come contrario) sulla proposta di Segre di istituire una commissione di vigilanza sul dilagare del fenomeno dell’odio razziale. Valutazioni viste come “strumentalizzazioni” dalle minoranze, che le hanno respinte, chiedendo poi di emendare la mozione del Pd eliminandole.

Al diniego della maggioranza, le opposizioni hanno quindi poi presentato una propria mozione – proposta da Claudio Bassi di Forza Italia – con testo letteralmente fotocopiato dal documento dei dem, ma espunto dei passaggi ritenuti inaccettabili. L’atto e’ stato cassato con 18 voti contrari e 11 a favore e Bassi ha chiesto “che venga comunque trasmesso alla senatrice Segre, a cui ho intenzione di scrivere personalmente per esprimere la mia solidarieta’ per le minacce ricevute”.

A nulla e’ valso l’appello del sindaco Luca Vecchi che, a seguire, ha invitato le opposizioni a votare il documento del Pd. “Segre – dice il sindaco – non appartiene alla sinistra, e’ un punto di riferimento morale per tutti coloro che si ritengono democratici e il fatto che sia sotto scorta, dimostra chiaramente che c’e’ una criticita’”. Quindi, prosegue Vecchi, “credo che votare la mozione della maggioranza non tolga nulla alla minoranza e anzi consenta ai consiglieri di posizionarsi in modo piu’ maturo rispetto all’errore politico fatto in Parlamento da alcuni partiti”.

La mozione del Pd e’ stata approvata con i voti della maggioranza e del M5S  (21). Forza Italia e Alleanza civica hanno deciso di non partecipare al voto.