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Autostrade, Grillo: “Dopo 20 anni è tempo di cambiare”

Pressing di M5s, Patuanelli: "Non hanno fatto quello che dovevano". Di Maio: "Si va verso revoca delle concessioni autostradali". Parla l'amministratore delegato: "I ponti sono sicuri". Crollo viadotto, slitta a domani la riapertura della A6

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REGGIO EMILIA – M5s accelera sulla richiesta di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. “#Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai #Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Condividete il più possibile queste informazioni. E’ tempo di cambiare”. Così il Garante e cofondatore del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo, torna su Twitter sulla questione della possibile revoca delle concessioni autostradali e pubblica sul suo blog la prima puntata di “Autostrade story” che si trova anche sul blog delle Stelle.

“Sulla revoca della concessione ad Autostrade non faremo un passo indietro. Tutto il Movimento 5 Stelle, da me a Beppe Grillo ad ogni singolo eletto e attivista, è determinato in questa battaglia. Sono morte 43 persone perché un ponte da un momento all’altro gli è crollato sotto i piedi. Le loro famiglie ancora stanno piangendo. Chiedono giustizia. Noi gliela daremo. Costi quel che costi”. Così Luigi Di Maio in un post su Fb

“C’è un’evidenza fattuale che non hanno fatto quello che dovevano fare”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Circo Massimo su Radio Capital. “Gli investimenti sono fermi, i viadotti vengono chiusi, non è accettabile”, ha aggiunto. Sulle concessioni autostradali “c’è un procedimento in corso. Credo vada portato a termine nell’interesse generale del Paese”.

“Il sistema delle concessioni autostradali va rivisto. Credo che ci siano diversi modelli possibili per la gestione delle autostrade e che vadano applicati in modo sano sui diversi territori”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Circo Massimo su Radio Capital, facendo l’esempio di Autovie Venete, “un modello virtuoso” gestito “al 100% in house”. “Non sono favorevole che tutta la gestione di 3.000 chilometri vada ad un unico soggetto”, ha aggiunto indicando come possibile soluzione quella di modelli “infraregionali”.

L’ad di Autostrade parla intanto in una intervista alla ‘Stampa’: “Non cerchiamo scuse, siamo pronti a ogni verifica ma i ponti sono sicuri”, dice.

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