Assalto al portavalori, il bottino era in un garage di Reggio foto

Lingotti e gioielli rubati per un valore di 10 milioni di euro erano stati nascosti in via Goito: arrestate le due guardie giurate. Indagato un 44enne crotonese residente a Reggio

REGGIO EMILIA – Il carico del portavalori svaligiato la scorsa notte nella zona di Carpi, lingotti e gioielli rubati per un valore di 10 milioni di euro, era stato nascosto in un garage di via Goito (una laterale del Lungo Crostolo) a Reggio Emilia. Per la finta rapina avvenuta tra mercoledì e giovedì sull’A22 sono state arrestate due guardie giurate, un 35enne originario di Napoli e un 57enne nato in provincia di Crotone, mentre un loro parente residente a Reggio, un 44enne crotonese, è stato indagato.

È durata meno di 48 ore l’indagine della Squadra mobile di Modena per recuperare, la scorsa notte, l’intera refurtiva (oltre 10 milioni di euro) sottratta tra mercoledi’ e giovedi’ a un portavalori nella zona di Carpi. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza cosi’ come alle intercettazioni telefoniche e ambientali, e’ emerso un quadro indiziario diverso da quello inizialmente ipotizzato della rapina, che gli stessi protagonisti avevano voluto far credere.

Gli inquirenti infatti hanno scoperto che tra i due autisti del portavalori, un 35enne originario di Napoli e un 57enne nato in provincia di Crotone, con la partecipazione di un 44enne a sua volta crotonese ma residente a Reggio Emilia, c’era stata una sorta di collusione per inscenare l’assalto al portavalori. L’obiettivo, infatti, era quello di trafugare il bottino per poi ricettarlo.

I tre si erano dati appuntamento a Carpi per poi dirigersi fino alla rotatoria di via della Pace a Correggio, dov’e’ avvenuto il trasbordo dei colli dal portavalori al furgone del terzo complice. I due autisti, interrogati nella notte, non hanno voluto confessare. Gli agenti cosi’, temendo che la refurtiva potesse sparire dalla circolazione trascorrendo troppo tempo, hanno deciso di intervenire nell’abitazione del terzo soggetto il quale, messo alle strette, ha rivelato dove si trovavano i 20 pacchi: sono spuntati in un garage a Reggio Emilia, riconducibile a un’amica completamente ignara dei fatti.

Il valore della refurtiva, tra denaro, gioielli e orologi di pregio, supera i 10 milioni. I due autisti sono stati sottoposti a fermo, misura che non e’ stata predisposta per il terzo complice essendosi dimostrato collaborativo e avendo fornito tutti i particolari del misfatto, segnala la Squadra mobile.