Trecento cittadini e 150 trattori contro l’impianto a biogas foto

Verso mezzogiorno il corteo si è mosso a piedi verso piazza Prampolini per chiedere al sindaco Vecchi di fermare l’iter dell’impianto

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REGGIO EMILIA – Una lunga colonna composta da 150 trattori ha partecipato questa mattina alla manifestazione dei Comitati No Biogas a cui hanno aderito anche trecento persone che sono arrivati fino in piazza Prampolini con i loro striscioni accompagnati simbolicamente da un trattore (foto da profilo Facebook Norberto Vaccari).

Lungo la circonvallazione hanno sfilato pieni di preoccupazione e rabbia agricoltori, ma anche cittadini in bicicletta per le vie del centro ed a piedi davanti al municipio per dire no al grande impianto di biogas da Forsu che Iren vuole costruire alle porte della città a Gavassa. “Questa protesta si rivolge ad una amministrazione orientata ad avvallare un impianto che potrebbe rappresentare la pagina più buia della politica ambientale della nostra città”, dicono rappresentanti del mondo agricolo.

La novità di questa mobilitazione rispetto a quella di luglio è stata la presenza dei giovani del movimento FFF di Greta Thunberg (Friday for Future) e gli operai metalmeccanici e delegati della Fiom che da basso si sono organizzati per dire insieme “no” ad un impianto che giudicano “sproporzionato rispetto alle esigenze provinciali” ad una situazione che “non quadra da innumerevoli punti di vista a cominciare da quello della salute dato che le emissioni gassose ed odorigene saranno importanti ed andranno a peggiorare la qualità dell’aria reggiana già di per se e tra le peggiori d’Europa”.

Scrivono quelli del Comitato No Biogas: “L’unica cosa che invece sembra quadrare è il punto di vista economico per i contestati incentivi statali che remunerano a peso d’oro la manciata di metano prodotto. Profitti che per inciso non andranno a calare le bollette degli utenti ma a migliorare le performance di redditività di Iren Ambiente”.

Verso mezzogiorno il corteo si è mosso a piedi verso piazza Prampolini per chiedere al sindaco Vecchi di fermare l’iter dell’impianto, di aprire un vero confronto tecnico che possa prendere in considerazione soluzioni alternative per il trattamento della Forsu, soluzioni che esistono meno impattanti e rischiose per l’ambiente. Scrivono quelli del Comitato: “Chiediamo di fermare la conferenza dei Servizi che appare un treno in corsa verso l’ultima fermata, verso la Via, l’approvazione dell’impianto, treno in cui macchinisti non hanno nessuna intenzione di guardare fuori dal finestrino per chiedersi dove stiamo andando”.

Ora la parola passa alla politica ed alla delibera della Conferenza dei Servizi in capo ad Arpae che a breve dovrà dare via libera o fermare il tanto contestato impianto.

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