Sos sindacati: “Mancano medici in provincia”

La Cgil: "Occorre un'azione sinergica che operi su piu' fronti, a partire dal mondo universitario"

REGGIO EMILIA – Lo stallo sulla chiusura del reparto di degenza breve dell’ospedale di Castelnovo Monti, a Reggio Emilia riporta alla ribalta il tema della carenza di medici. Sul tema interviene la Cgil reggiana che informa: “Ci siamo piu’ volte confrontati con la Ausl in sede di Conferenza territoriale socio sanitaria consapevoli che non si tratta di una criticita’ solo reggiana: questo pero’ non riduce la nostra preoccupazione”.

E’ ormai evidente prosegue Elena Strozzi, della segreteria della Cgil di Reggio Emilia, “che occorre un’azione sinergica che operi su piu’ fronti, a partire dal mondo universitario, che non sempre si muove in risposta alle reali esigenze del sistema sanitario nazionale, per arrivare fino alla politica”. Su questo tema, aggiunge Strozzi, “e’ necessario che le istituzioni si interroghino su quali politiche sanitarie adottare per garantire la tenuta dei servizi sanitari pubblici ai cittadini, cosi’ come li abbiamo conosciuti fino ad oggi”.

Infatti “la professionalita’ e la dedizione dei professionisti di tutti i ruoli e profili che operano in sanita’ ha per molto tempo garantito e mantenuto quel livello di qualita’ che siamo abituati a conoscere nel nostro territorio, ma ci sono dei livelli minimi di presenza che occorre garantire per poter tenere aperti i servizi”. I lunghi tempi tecnici per la formazione di nuovi medici, sottolinea infine la Cgil, “non sono un dato insignificante: occorrera’ nel frattempo pensare a modelli organizzativi non di tipo emergenziale che abbiano come unico e prioritario obiettivo quello di garantire un servizio pubblico di qualita’ ai cittadini”.

Sull’ospedale Sant’Anna il sindacato Sgb commenta: “Ormai, ogni volta che, in occasione della stagione estiva, l’azienda sanitaria reggiana attua in via straordinaria una restrizione sull’attivita’ dei presidi ospedalieri della provincia, non si e’ piu’ certi se la stessa riprenda o se riparta con il regime ordinario alla fine dell’estate”. Gia’ alla fine di agosto, viene sottolineato, “si era parlato di un disagio che si sarebbe prolungato a causa di una grave carenza dei medici anestesisti”.

Purtroppo, conclude Sgb, “quella della carenza degli organici e’ ormai una patologia cronica che assilla, da moltissimo tempo, l’azienda Usl di Reggio Emilia che, forse, dovrebbe iniziare a interrogarsi seriamente sul perche’, ad esempio, non riesce ad essere ‘attraente’ nei confronti dei professionisti di talune discipline della medicina specialistica al punto di essere costretta, talvolta, a richiamare e reclutare medici in pensione con contratti libero professionistici”. Contro i tagli al servizio sanitario nazionale il sindacato autonomo ha anche indetto uno sciopero generale per il 25 ottobre.