Siria, la Merkel a Erdogan: “Fermati”

Rischio 400 mila sfollati. I curdi: scappati 800 affiliati Isis. Ong: almeno 24 civili uccisi, 5 da milizie filo-turche. Raid colpiscono un convoglio con giornalisti stranieri

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REGGIO EMILIA – La cancelliera tedesca Angela Merkel, in una telefonata avuta oggi con il leader turco, ha chiesto al presidente Recep Tayyip Erdogan di fermare l’offensiva nel nord-est della Siria. Lo riferisce l’agenzia Dpa citando una portavoce governativa. La cancelliera si è pronunciata per “un’immediata fine dell’operazione militare”, ha detto la portavoce. L’agenzia aggiunge che a prescindere dai giustificati interessi della Turchia, l’azione rischia di destabilizzare la regione e rafforzare l’Isis.

Almeno 24 civili sono stati uccisi oggi nel corso dell’offensiva turca in corso in Siria. Lo riporta L’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus).

I raid turchi sulla città siriana di Ras al-Ain – inoltre – avrebbero colpito un convoglio sul quale viaggiavano giornalisti stranieri. Almeno un giornalista straniero è stato ucciso oggi e altri sono rimasti feriti nel bombardamento di artiglieria dell’esercito turco nel nord-est della Siria. Lo riferiscono fonti della zona di Qamishli secondo le quali non vi sono indicazioni certe sulla nazionalità del reporter. Circolano notizie di almeno altri due giornalisti stranieri uccisi ma non vi sono conferme.

Intanto gli Stati Uniti avrebbero lasciato la base vicino alla cittadina di Ayn Arab/Kobane, lungo la frontiera turco-siriana, a seguito di intensi bombardamenti di artiglieria turchi. Lo riferiscono fonti giornalistiche e media, ma le informazioni non possono essere verificate in maniera indipendente sul terreno. Il presidente Usa Donald Trump avrebbe ordinato in tempi rapidi il ritiro di mille soldati da tutto il nord della Siria nei tempi più rapidi possibile.

L’embargo sulla vendita di armi non fermerà l’intervento della Turchia nel nord est della Siria. Lo afferma il presidente turco Erdogan dopo l’annuncio di ieri di Germania e Francia sullo stop agli armamenti ad Ankara.

L’attacco turco ha costretto 130 mila persone a fuggire dalle proprie case, ma il numero potrebbe triplicare molto presto. “Ci stiamo addentrando in uno scenario in cui potrebbero esserci fino a 400 mila sfollati all’interno della Siria e attraverso le aree colpite”, sostiene Jens Laerke, portavoce dell’ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha).

Circa 10mila sfollati siriani, tra cui familiari di jihadisti dell’Isis, ammassati nel campo di Ayn Issa, tra Raqqa e il confine turco sono esposti all’avanzata militare turca e delle milizie cooptate da Ankara. Lo riferisce stamani l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che afferma che la polizia curdo-siriana, nota come Asayesh, ha abbandonato il compito di mantenere la sicurezza attorno al campo profughi lasciando di fatto gli sfollati al loro destino. I curdi siriani dicono che quasi 800 affiliati dell’Isis sono scappati da uno dei campi nel nord est.

Il Papa durante l’Angelus ha rivolto una preghiera “all’amata e martoriata Siria da dove giungono nuovamente notizie drammatiche: tra queste popolazioni vi sono anche molte famiglie cristiane”. “A tutti gli attori coinvolti e alla Comunità Internazionale, per favore, rinnovo l’appello ad impegnarsi con sincerità, con onestà e trasparenza, sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci”.

 

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