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Siria, i curdi agli Usa: “Aiutateci”

La Turchia: la città di Ras al-Ain strappata ai curdi. Ma questi smentiscono. Attentato alla prigione Isis a Hasake. Riunione della Lega Araba al Cairo. La Germania blocca la vendita di armamenti alla Turchia. Zingaretti: "Lo valuti anche l'Italia"

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REGGIO EMILIA – Le forze curde in Siria chiedono agli Stati Uniti di “assumersi le proprie responsabilità morali” e di “rispettare le promesse” dopo aver accusato Washington di averle abbandonate davanti all’offensiva delle truppe turche. “I nostri alleati ci avevano garantito la loro protezione”, invece “ci hanno abbandonati con la loro ingiusta decisione di ritirare le loro truppe alla frontiera turca”, hanno deplorato le Forze democratiche siriane in un comunicato letto davanti ai giornalisti.

Le forze turche affermano di aver conquistato la città di Ras al-Ain, nel nord-est della Siria. Ma le milizie curde hanno subito smentito: “Ras Al-Ain sta ancora resistendo”. Fonti locali riferiscono che nel nordest è stata presa di mira una prigione dove sono detenuti centinaia di miliziani dell’Isis: un’autobomba è esplosa vicino al carcere centrale di Hasake, capoluogo della regione nord-orientale siriana.

Intanto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che almeno 10 civili sono stati uccisi nei bombardamenti turchi. E sono almeno 60 i civili uccisi, tra cui 7 donne e sei minori, nelle ultime 72 ore, secondo la Mezzaluna Rossa curdo-siriana.

Il governo egiziano ha ricevuto al Cairo una delegazione dei curdi siriani, prima di una riunione d’urgenza dei ministri degli Esteri della Lega Araba per discutere dell’invasione turca nel nord-est della Siria. L’azione militare e la violenza nel nord della Siria hanno sollevato preoccupazioni per una possibile ripresa dell’attività dell’Isis.

Teheran si offre per una mediazione tra Siria e Turchia. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha fatto riferimento a un accordo del 1998 in base al quale Damasco non avrebbe dovuto più ospitare i militanti curdi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) in lotta contro la Turchia. E’ intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin affermando che tutte le truppe straniere presenti “illegalmente” in Siria devono andare via.

La Germania ha deciso di fermare le vendita di armi alla Turchia. Nel 2018 la Germania ha venduto ad Ankara armi per un totale di 240 milioni. “Il Governo Italiano, oltre ai provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazione delle armi alla Turchia”, scrive su Twitter il segretario Pd Nicola Zingaretti.

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