Sicurezza, in dieci mesi allontanate 84 persone

Per accattonaggio molesto, parcheggio o commercio abusivo, intralcio, bivacco, o ubriachezza

REGGIO EMILIA – Sono parcheggi e parchi, aree vicino alle scuole, quelle di interesse culturale o artistico come il centro storico e, infine, le zone “calde” della citta’ come la stazione e l’autostazione. In tutto 84 quelle di Reggio Emilia rese dal luglio del 2018 piu’ sicure e vivibili, grazie alle misure – previste dal decreto Minniti del 2017, confermate in quello Salvini e recepite ed ampliate l’estate dell’anno scorso nel nuovo regolamento della Polizia locale – applicabili alle persone moleste o indesiderate.

Si tratta in particolare di 84 ordini di allontanamento (oda), comminati dalle Forze dell’ordine a chi e’ stato sorpreso in attegiamenti come accattonaggio molesto, parcheggio o commercio abusivo, intralcio, bivacco, o ubriachezza. Soggetti, spiegano il dirigente della divisione di Polizia Anticrimine della Questura reggiana Francesco Panetta e il comandante della Polizia locale Stefano Poma, “per il 90% stranieri” e a cui e’ stato imposto di allontanarsi per 48 ore dalle zone in cui i comportamenti non consoni si sono verificati.

Contestualmente – ma sembra con non troppo successo quanto ai pagamenti – i disturbatori sono stati multati per un totale di oltre 10.000 euro. Non e’ tutto. In 19 casi e’ stato applicato anche il divieto di accesso alle aree urbane (dacur) che scatta su iniziativa del questore contro i recidivi. Ovvero coloro che, disattendendo gli oda, vengono nuovamente pizzicati (entro cinque anni) nelle aree da cui erano stati interdetti. In questi casi il divieto di accesso sale da 48 ore ad un massimo di un anno e possono scattare anche misure cautelari, come la reclusione da sei mesi ad un anno.

Non si registrano invece applicati provvedimenti di “dacur aggravati”, piu’ comunemente noti come “daspo urbani”, previsti nei casi in cui le violazioni al divieto di allontanamento siano commesse da persone che abbiano riportato condanne penali negli ultimi tre anni. In tali fattispecie il questore puo’ anche chiedere al giudice del Tribunale di applicare ulteriori misure restrittive, come l’obbligo di presentazione e firma alle Forze dell’ordine. Il bilancio dell’attivita’ svolta grazie ai nuovi strumenti normativi, viene giudicato soddisfacente da Questura e Polizia locale.

“Sicuramente e’ stata restituita un po’ di sicurezza in queste zone”, commenta il comandante della “Polizia municipale” Poma. “La principale novita’ introdotta- aggiunge- e’ che adesso anche il sindaco viene investito di piu’ poteri per essere partecipe del rispetto dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Il funzionario della Questura Panetta, dal canto suo, sottolinea “il buon lavoro svolto, che comprende anche l’identificazione delle persone colpite dai provvedimenti”.