Minori, il sindaco Vecchi: “Fatte scelte diverse rispetto a Bibbiano”

Il sindaco ascoltato oggi in Regione dalla commissione speciale di inchiesta: "Abbiamo messo in campo educatori per aiutare le famiglie disagiate. Serve più ascolto dei minori"

REGGIO EMILIA – In tema di tutela dei minori il Comune di Reggio Emilia ha fatto “scelte diverse” rispetto a Bibbiano. Lo ribadisce convinto il sindaco Luca Vecchi, ascoltato oggi in Regione (anche in qualita’ di delegato al Welfare dell’Anci nazionale), dalla commissione speciale di inchiesta nata dopo lo scoppio dell’inchiesta sugli affidi in val d’Enza ‘Angeli e Demoni’.

“Noi siamo un Comune ad alto tasso di internalizzazione (dei servizi) e in questo momento non abbiamo alcun rapporto professionale con la Hansel e Gretel”, replica il primo cittadino alle domande dei consiglieri regionali di opposizione. E a proposito della partecipazione dell’amministrazione reggiana ad una iniziativa con i professionisti della onlus torinese oggi sotto indagine, Vecchi aggiunge: “Un convegno c’e’ stato, peraltro organizzato da piu’ Comuni, ma partecipare ad un convegno e ascoltarne gli esiti e’ qualcosa di ben diverso dal gestire l’intero sistema delle politiche educative di un’amministrazione e di una citta’”.

Il sindaco spiega poi: “Noi non abbiamo approvato alcun protocollo che da’ un indirizzo a considerare l’affidamento come l’estrema ratio finale, perche’ questo e’ in una certa misura implicito ed e’ una decisione che concretizza l’autorita’ giudiziaria, non un organo politico”. Per questo dal 2011 “di fronte a determinate situazioni soggettive, come di minori che non andavano a scuola, a volte segnalate dal giudice, a volte intercettate dai nostri servizi, abbiamo ritenuto che rafforzare la competenza educativa nelle famiglie fosse una strada nuova da percorrere”.

In concreto l’aiuto di educatori, presenti per diverse ore all’interno dei nuclei disagiati per sostenere i genitori, ha riguardato otto anni fa 12 casi. Oggi sono 262. “Riteniamo di avere sviluppato una competenza ed una professionalita’ e, visti i risultati, abbiamo deciso di consolidarli con uno stanziamento ogni anno”, illustra ancora Vecchi.

Quanto alla funzionaria del Comune capoluogo indagata di recente per i fatti di Bibbiano, il sindaco le rinnova la fiducia: “Le indagini della magistratura vanno rispettate nella loro autonomia, questa e’ la mia abitudine. Noi abbiamo fiducia che questa vicenda, del tutto marginale rispetto alla vicenda complessiva della val d’Enza possa trovare, mi auguro anche rapidamente, un suo inequivocabile chiarimento”.

E ancora: “Abbiamo fiducia anche perche’ conosciamo la persona e la professionista: aggiungo pero’ che non abbiamo esitato con la dovuta tempestivita’ a produrre delle decisioni che hanno portato all’attivazione della procedura della rotazione straordinaria sulla base degli indirizzi Anac. In questo momento la funzionaria non ricopre piu’ il ruolo che ricopriva nelle scorse settimane e credo che questo sia il modo corretto di agire a garanzia da un lato della sua posizione e dall’altro di quella di chi sta legittimamente e giustamente indagando”.

Vecchi riporta poi i numeri degli affidi in citta’, il cui trend e’ “assolutamente costante negli ultimi cinque anni”. Si tratta di 260 minori in affido, di cui circa la meta’, viene specificato, per decisione consensuale con le famiglie e 130 per provvedimenti giudiziali. “Mi pare siano numeri che, rapportati ad una citta’ di 173.000 abitanti non sono certamente anomali e fuori scala”, commenta il sindaco.

Infine il delegato dell’Anci sottolinea: “C’e’ un grande bisogno di implementazione della capacita’ di ascolto dei minori perche’ l’iter decisionale che cambia la loro vita e quella delle famiglie, credo non possa prescindere dalla quantita’ e dalla qualita’ dell’ascolto di chi e’ direttamente coinvolto”. Qui, aggiunge Vecchi, “non siamo a creare una formula matematica che alla fine produce esito certo. Penso anzi che ci troviamo in un ambito umanistico dove servono anche altre virtu’ e in queste metodologie credo che la necessita’ di ascoltare i minori non debba essere perso di vista”.

Dagli operatori, sottolinea poi il reggiano, “mi viene la domanda di intensificare i livelli di supervisione del loro stesso lavoro attraverso strumenti e forme nuove che e’ compito del legislatore individuare”. Infine secondo Vecchi: “Bisogna intervenire sul sostegno dei minori in affido. Dopo la decisione che cambia la loro vita non possiamo pensare di lasciarli privo di assistenza” (Fonte Dire).