Levante: “Canto la memoria che non c’è” foto

Il nuovo album della cantante uscirà il 4 ottobre e il 7 sarà alla Mondadori via D’Azeglio di Bologna. Sul palco live il 23 novembre al Forum di Assago a Milano

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REGGIO EMILIA – “La percezione del tempo è alla base di tutto perché poi siamo portati a dimenticare, dall’omofobia al razzismo: è la memoria che non c’è. La memoria è il tema principale che mi assilla ed è il concetto del disco intero, per questo molto denso”. Lo ha detto la cantautrice Levante alla presentazione del suo nuovo album “Magmamemoria”, in uscita venerdì 4 ottobre.

Sono tredici le canzoni che Levante, Claudia Lagona all’anagrafe, ha pensato per questo lavoro. “Non ho risparmiato nessuno – ha spiegato – Faccio i nomi di persone e città, perché non mi è mai mancata questa volontà di fare chiarezza. Ci sono anche storie d’amore perché sono molto romanica, di amori finiti, anche se sono più pungente in canzoni sociali, come in “Andrà tutto bene”, con un elenco di notizie che sembrano apocalittiche. Il futuro è già arrivato ed è senza memoria. Così la società inciampa sugli stessi errori, in un ciclo labirintico e incessante, un ripetersi vergognoso di ciò che andava semplicemente ricordato e mai rivissuto. Ma sono speranzosa”.

Un tema di “Magmamemoria” è quello della morte. “La  chiusura di  “Magmamemoria” è una canzone per chi è andato, che la morte fa sempre e solo male a chi resta – ha riflettuto –. Ho perso mio padre e alla sua memoria ho dedicato “Arcano 13”, come la somma delle lettere del mio nome, l’arcano tredici appunto, la morte che i tarocchi descrivono come rinascita. Questa traccia sopraggiunge all’improvviso  perché a volte la memoria si assopisce ma se riapre gli occhi, sa ricordare bene”.

Levante condivide la difesa della natura. “Il tema spinoso dell’ambiente lo sento moltissimo – ha confidato – Per fortuna il mondo si sta svegliando, ma c’è anche chi ha patito la fame e la guerra, nonché la plastica è uno spreco, e poi c’è la questione rifiuti. Greta Thunberg a volte può infastidire, non so chi, per la verità: ha delle idee e dei pensieri molto positivi. Nel mio piccolo ho raccontato qualcosa”.

“Rancore” in un certo senso assilla l’artista. “Nell’economia dei sentimenti il rancore,  insieme all’odio, è di certo il più dispendioso – ha affermato – Eppure è come se fosse una memoria, un piccolo post-it sul frigo a ricordarci che cosa è stato e che cosa non deve mai più essere. Si salutano le città giurando di non metterci più piede  perché il rischio di ritrovarsi è altissimo. A piccole dosi il rancore non ha mai ucciso nessuno”.

“Lo stretto necessario” ha il sapore di Sicilia; siciliani sono i suoi autori, oltre a Levante anche Antonio Dimartino e Colapesce, e siciliana è l’artista che l’affianca in questo nuovo lavoro: Carmen Consoli: le due voci femminili si fondono in maniera splendida in un brano poetico e molto suggestivo.

“Mi sono trasferita con la famiglia a Torino dal 2001 ma la Sicilia ce l’ho sempre nel cuore – ha ammesso – Ho avuto grandissime soddisfazioni con due artisti che amo, scrivendo una Sicilia non scontata e la voce di Carmen mi ha inorgoglita. Questo brano è andato benissimo nelle radio, direi controcorrente, per l’arrangiamento non ha niente di moda: è una piccola soddisfazione”.

Due brani prendono il titolo dai romanzi “Se non ti vedo non esisti” del 2017 e “Questa è l’ultima volta che ti dimentico” del 2018. “Questi due romanzi avevo voglia di musicarli – ha precisato – Forse volevo sviluppare anche una sceneggiatura ma mi sono limitata alla musica, invertendo il percorso delle mie composizioni, dovendo solo musicarli”.

Che significato dai al rosso della copertina? “È legato al titolo dell’album – ha sottolineato – Volevo dare a ogni momento un colore, e dopo beige, blu, rosa, ho voluto il rosso perché credo che la memora sia rossa, i capelli lunghi sono ricordi, lo sguardo sereno sa di consapevolezza”.

Qual é la posizione di Levante nei confronti della politica a tutela della salute, dei diritti civili fondamentali e del lavoro. “Non mi sono mai schierata ma sono a favore degli esseri umani – ha sostenuto – Sono per un impegno civile e non ho un orientamento politico, ma sono per chi sa guardare gli esseri umani, gli immigrati: non dimentichiamoci che siamo l’occidente fortunato”.

Cosa ha lasciato a Levante l’esperienza di giudice a “X Factor 11” nel 2017. “Positiva: fare televisione è stato bello – ha osservato – All’inizio avevo un po’ di insicurezza, ma il risultato finale direi che è stato piacevole”. Che messaggio vuoi lasciare con questo disco? “Che arrivi nelle case delle persone e le emozioni”.

Dal 4 ottobre Levante presenterà il nuovo album negli store delle principali città italiane, per essere il 7 alla Mondadori via D’Azeglio di Bologna (ore 14:30). Levante quest’estate è stata in tour in alcune delle arene storiche italiane più belle, e ritornerà sul palco live il 23 novembre per la prima volta al Forum di Assago a Milano.

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