Lavoro, a Reggio sette incidenti mortali in otto mesi

La nostra provincia è la terza in Regione per le morti bianche. La Cisl: "Ora basta"

REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia nel 2019 si sono verificati fino ad agosto sette morti bianche in otto mesi (otto se si considerano anche gli infortuni in itinere cioe’ nel tragitto casa-lavoro). La provincia reggiana e’ al 21esimo posto nella classifica nazionale e al terzo in Emilia-Romagna (insieme a Parma), regione in cui, in totale, si contano 46 vittime (66 con gli incidenti in itinere).

Sono i dati, diffusi dall’osservatorio sicurezza sul lavoro “Vega Engineering” di Mestre, al centro dell’allarme della Cisl Emilia Centrale. “È una statistica inaccettabile in una provincia come la nostra”, commenta Domenico Chiatto. “Al di la’ delle dinamiche e responsabilita’ dei singoli infortuni, che saranno accertate dagli organi competenti, viene da chiedersi se le aziende applicano scrupolosamente le norme sulla sicurezza”, continua il membro della segreteria Cisl, per il quale “non possiamo sempre parlare di tragica fatalita’”.

Per il sindacalista, che richiama il tema degli appalti al ribasso, non aiuta poi lo scarso coordinamento di Ausl, Inail, Inps e Ispettorato del Lavoro che si trovano “per giunta con un numero di operatori insufficienti per controllare tutte le attivita’ produttive reggiane”. Da qui le richieste della Cisl, insieme a Cgil e Uil al Governo: una sorta di ‘patente a punti’ con cui misurare la correttezza delle imprese, il reintegro delle risorse tagliate al fondo contro gli infortuni dell’Inail e la modifica del decreto ‘Sblocca cantieri’ nelle parti relative alla gestione degli appalti.

“Tutte misure necessarie affinche’ – conclude Chiatto- non sia vanificata l’azione di prevenzione degli incidenti e diffusione della cultura della sicurezza messa in atto negli ultimi anni sia a livello nazionale che locale”.