La mostra: Zavattini oltre i confini foto

Si terrà si terrà a Palazzo da Mosto e sarà aperta dal 14 dicembre al 1° marzo, sabato e domenica, dalle 10 alle 19

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REGGIO EMILIA – Nel trentennale della scomparsa (13 ottobre 1989), una mostra, un catalogo, un convegno offriranno un ritratto del tutto nuovo, inedito, di uno dei più singolari e poliedrici artisti e protagonisti del Novecento, che ne rivelerà aspetti sorprendenti, sinora mai con tanta cura approfonditi.

La mostra, che si terrà a Palazzo da Mosto, sarà aperta dal 14 dicembre al 1° marzo sabato e domenica dalle 10 alle 19. Aperture straordinarie: 26 dicembre 10-19 | 1 gennaio 15-19 | 6 gennaio 10-19. Biglietto intero 8 euro e ridotto 6.

Un viaggio nell’universo zavattiniano farà finalmente scoprire, a quanti lo hanno conosciuto e amato ma anche ai giovani, la poliedricità dei suoi interessi, la ricchezza multiforme delle idee, della sua produzione, dal cinema alla letteratura, ai vari campi della cultura e delle arti, sempre fra loro interconnessi, infine, importantissima, la dimensione internazionale dei rapporti e degli scambi umani.

Di recente (8 ottobre 2019), nella trasmissione “Italiani” curata da Paolo Mieli, uno speciale dal titolo Così parlò Za, è stato dedicato a Zavattini (RAI Storia).
Il progetto espositivo, curato da Alberto Ferraboschi, si impronta su due linee direttrici: da un lato indaga l’attività svolta nei diversi ambiti artistici (cinema, letteratura, pittura, ecc.), nelle aree geografiche (sia in Europa che nel Nuovo Continente); dall’altro, approfondisce temi e vicende particolari, come quello del viaggio (ad esempio sulle orme di Van Gogh), della pace, dei rapporti con lo scrittore latino-americano Garcia Marquez e con gli ambienti cosmopoliti ebraici.

Nell’esposizione di Palazzo da Mosto, confluiranno materiali documentari e iconografici che raccontano tutte le attività e la rete di rapporti intessute da questa eclettica personalità: migliaia di carte originali, dattiloscritte e manoscritte, annotazioni autografe, insieme a fotografie, video, manifesti e libri.

Arricchiscono la mostra alcuni dei suoi inseparabili oggetti, la macchina da scrivere, il basco, la borsa da viaggio, oltre ai 150 quadri provenienti dalla Pinacoteca di Brera di Milano, facenti parte della celebre collezione di 8X10 che Cesare Zavattini aveva raccolto nel corso degli incontri con alcuni tra i più importanti artisti del Novecento.

Tra i tanti saranno in mostra Giacomo Balla, Antonio Ligabue, Alberto Burri, Enrico Baj, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Bruno Munari, Claudio Parmiggiani, Gillo Dorfles, Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, Mario Sironi, Alberto Magnelli e poi ancora Pietro Consagra, Roberto Crippa, Fortunato Depero, Filippo De Pisis, Gianni Dova, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella e tanti altri.

Ultima sala del percorso espositivo sarà dedicata agli scatti inediti di uno dei maggiori fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin, realizzate in occasione del lavoro che ripropone la “Luzzara” di Cesare Zavattini nel libro fotografico “Un Paese vent’anni dopo”.

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