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Impianto a biogas, i Verdi: “E’ mancato un confronto vero”

"Chiediamo di rivalutare la localizzazione dell’impianto nell’area industriale di Mancasale, a nostro parere la più opportuna"

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REGGIO EMILIAIn merito al progetto di un impianto di trattamento dell’umido domestico e della frazione verde con produzione di biogas, attraverso un procedimento anaerobico da realizzarsi a Gavassa, per noi Verdi rimane ancora attuale la posizione espressa in campagna elettorale nel giugno scorso.

Nel ribadire, oggi, la nostra posizione intendiamo anche sottolineare con forza, come sia stata scarsa e poco incisiva, da parte dell’azienda la campagna di comunicazione, circa le ragioni del progetto e come sia mancato, di fatto, un confronto vero con i cittadini e con chi, organizzandosi, ha sollevato problemi, dubbi e chiesto risposte.

Stigmatizziamo, invece, come si sia privilegiato un percorso tutto interno che ci ha portato, ormai, alle fasi finali del processo burocratico autorizzativo. Ci chiediamo come mai sia stato possibile che, in tanti mesi di tempo, non si sia mai ritenuto di dover avviare una seria e capillare campagna di informazione, comunicazione e confronto vero con i cittadini?

Se si fosse fatto, come da noi richiesto in piu’ sedi, in particolare durante il confronto elettorale , sicuramente si sarebbe potuto ovviare a tante informazioni distorte e a tante polemiche che sono ormai la cifra della discussione su questo argomento!!!
Un uso intelligente del tempo a disposizione avrebbe evitato di arrivare, come sempre, all’ultimo momento, quando i tempi non consentono che pochi margini di manovra. Sia chiaro: come Verdi rifiutiamo, da sempre, la logica del prendere o lasciare. Ribadiamo con forza la necessità di sospendere la procedura per impostare un vero confronto con la città.

Per quanto riguarda il merito del progetto e delle politiche di raccolta della frazione umida, a suo tempo avevamo definito una cornice entro la quale operare per arrivare ad una soluzione che fosse il più possibile condivisa con i cittadini.

Riteniamo, infatti, che il dimensionamento dell’impianto debba tenere conto dei benefici attesi da una riorganizzazione radicale della raccolta della frazione umida domestica e dei residui vegetali, che noi abbiamo chiesto e inserito nel nostro programma elettorale e che deve vedere incentivato il più possibile sia il compostaggio domestico sia l’avvio di estese sperimentazioni di pratiche di compostaggio sia di quartiere che di comunità.

Su questo non vi è nessun impegno all’orizzonte da parte dell’azienda, che a quanto ci risulta, considera positivamente il modello di raccolta attuale, funzionale a garantire il previsto dimensionamento dell’impianto.

Ricordiamo che stiamo parlando di un materiale composto dall’80% di acqua che facciamo girare su e giù per i nostri territori, con centinaia di camion a gasolio.
Riteniamo, poi, vada assolutamente garantita la tutela della produzione del Parmigiano Reggiano. Su questo punto serve molta chiarezza e una forte assunzione di responsabilità anche da parte del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Inoltre la tecnologia impiantistica dovrà essere la più avanzata possibile, privilegiando cicli a secco con recupero e valorizzazione di tutte le componenti gassose compresa l’anidride carbonica.

Nel frattempo, e mai in modo chiaro e definitivo, abbiamo appreso con favore la decisione di circoscrivere l’area di raccolta alle sole provincie di RE e di PR.
Per quanto riguarda la localizzazione, in ragione del ridimensionamento e del conseguente minor fabbisogno di aree sulle quali realizzare l’impianto se si procederà alla riorganizzazione della raccolta dell’umido e della frazione verde, come da noi auspicata, chiediamo di rivalutare la localizzazione dell’impianto nell’area industriale di Mancasale, a nostro parere la più opportuna in ragione anche di possibili e auspicabili sinergie con gli altri impianti di trattamento esistenti.

Verdi di Reggio Emilia

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