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Germania, attacco ad Halle davanti a una sinagoga: due morti

Colpito un doner kebab e lanciata una granata al cimitero ebraico. Fermata una persona, due in fuga. Site: "Estrema destra chiama il killer santo"

REGGIO EMILIA – Una sparatoria a Halle, nell’est della Germania, è avvenuta “davanti alla sinagoga” del quartiere Paulus. Attaccato anche un doner kebab e lanciata una granata al cimitero ebraico. Ci sono due vittime, un uomo e una donna. Fermata una persona, un tedesco, due in fuga. E sul web l’estrema destra definisce il killer un santo.

Nell’attacco di Halle ci sono stati anche almeno due feriti. “Un paziente ha ferite da colpi di arma da fuoco e viene operato”, ha detto il portavoce della clinica dell’ospedale universitario di Halle, Jens Mueller, alla Dpa senza precisare se si tratti di uomini o donne. La sparatoria davanti a una sinagoga di Halle è avvenuta nel giorno del Yom Kippur, la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione e che quest’anno cade tra ieri sera e stasera.

L’aggressore era vestito di “verde”, “da militare” con un “elmetto”, portava una “maschera” e ha sparato contro un negozio con un “mitra”, ha riferito un testimone all’emittente tedesca di notizie N-Tv.  Ad Halle lo sparatore vestito da militare descritto da un testimone oculare ha esploso colpi contro un “doner”, una tavola calda che offre fra l’altro panini di carne alla turca. Lo riferito l’inviata della dell’emittente di notizie N-tv che continua a trasmettere inquadrando il locale con vetrine verdi.

Site: “Estrema destra chiama il killer santo”
L’attacco a Halle, in Germania, “non è stato ancora rivendicato da alcun gruppo, ma le comunità online di estrema destra l’hanno già fatto proprio e chiamano l’ignoto sparatore ‘santo'”. Lo scrive su Twitter Rita Katz, direttrice di Site, un sito di monitoraggio dell’estremismo sul web, ricordando che lo steso epiteto fu da loro rivolto a Brenton Tarrant, il terrorista di estrema destra autore del massacro nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda.

Fermato è tedesco, pista austriaca
La persona fermata per l’attacco di Halle sarebbe “un tedesco bianco” e “le prime tracce portano al Burgeland, in Austria”: lo scrive il sito della Frankfurter Allgemeine Zeitung citando “ambienti della coalizione” di governo della sassonia-Anhalt, la regione ex-Ddr dove si trova Halle.

Rabbino: “I morti e feriti non sono ebrei”
I morti e i feriti degli attacchi di Halle, uno dei quali è avvenuto davanti a una sinagoga nel giorno dello Yom Kippur, non sono ebrei: lo ha dichiarato il rabbino della Comunità ebraica di Halle, citato dal sito del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). Citando la polizia, la Faz conferma che una delle vittime è una donna ed è stata uccisa “nella Humboldtstrasse, nei pressi del cimitero” ebraico (contiguo alla sinagoga) mentre l’uomo è morto “in un fast food” (il ristorante di kebab distante circa 500 metri dal luogo di culto ebraico).

Una vittima a terra a 30 metri dalla sinagoga
Una delle vittime degli spari di Halle “giace, coperta, di fronte a una sinagoga del centro della città”: lo scrive l’agenzia Dpa precisando che il corpo, coperto da un telo blù, è a “circa 30 metri” dal luogo di culto. Gli assalitori avrebbero “cercato di entrare” nella sinagoga, scrive il sito del settimanale Der Spiegel sintetizzando dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Halle, Max Privorotzki. “Al momento ci sono tra le 70 e le 80 persone nella sinagoga”, ha detto Privorotzki.

Un uomo ucciso nel fast food
Una delle due vittime della sparatoria di Halle è un “uomo” ed è stato ucciso in una “tavola calda”: lo scrive il sito del settimanale Der Spiegel citando un portavoce della polizia. Si tratta quindi del ‘doner’, il fast food di kebab che viene inquadrato dall’emittente N-Tv.