Dazi su Parmigiano Reggiano, negli Usa il prezzo salirà di 5 euro

Secondo le stime del Consorzio, si passerà da 40 a 45 dollari al chilo. Il presidente Bertinelli: "Faremo del nostro meglio perché il mercato non crolli"

REGGIO EMILIA – Per effetto dei dazi Usa che scatteranno il prossimo 18 ottobre il prezzo del Parmigiano Reggiano, per il quale gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di export con 10.000 tonnellate di prodotto, salira’ da 40 a oltre 45 dollari al chilo. La stima arriva dal Consorzio di produzione del “re dei formaggi”, il cui presidente Nicola Bertinelli commenta: “Faremo del nostro meglio affinche’ i consumatori americani siano consapevoli del valore della nostra Dop, cosi’ che siano disposti a spendere qualche dollaro in piu’ per avere in tavola l’autentico parimigiano reggiano. Siamo amareggiati perche’ si va a colpire ingiustamente uno dei settori piu’ forti della nostra economia”.

L’Italia, “che non c’entra nulla con il consorzio Airbus, si trova a pagare una bolletta veramente insensata”, aggiunge Bertinelli. Che conclude: “A questo punto servira’ un piano di intervento straordinario dell’Unione Europea per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte”. Con l’occasione il consorzio ricorda ed invita i cittadini all’iniziativa dei “Caseifici Aperti”, prevista questo fine settimana, “per toccare con mano che cosa vuol dire produrre il Parmigiano Reggiano. E per capire perche’ il Governo e l’Unione Europea debbano a tutti i costi difendere un patrimonio che fa parte, non solo della nostra tradizione, ma della nostra cultura e che produce un valore al consumo pari a 2,4 miliardi di euro, dando lavoro a ben 50.000 persone sul territorio”.

Intanto i parlamentari reggiani di Movimento 5 stelle e Pd stigmatizzano i dazi “che colpiscono eccellenze enogastronomiche mondiali come il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma”. Dal M5s il deputato Davide Zanichelli e la parlamentare europea Sabrina Pignedoli, annunciano due interrogazioni a Roma e Strasbugrgo, ribadendo: “In questa situazione l’Italia deve essere unita oltre ogni fazione politica per difendere le proprie eccellenze enogastronomiche”.

Sulla stessa linea Antonella Incerti, deputata di Reggio Emilia del Partito democratico, che osserva: “Il mercato americano potrebbe crollare dell’80-90% passando cosi’ dalle 10 mila tonnellate di oggi che arrivano negli Usa a una, duemila”. Sul tema quindi, “non e’ piu’ possibile rimandare decisioni”, continua Incerti, che ha presentato una risoluzione alla Commissione Agricoltura e ha richiesto che venga calendarizzata la questione in uno dei prossimi question time alla Camera. La risoluzione in particolare “impegna il governo a farsi promotore presso le competenti sedi dell’Unione europea affinche’ venga attivato un tavolo negoziale con le autorita’ statunitensi per analizzare la situazione sui dazi nei vari settori produttivi e trovare un punto di incontro”.

Al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che ha ironicamente consigliato a Trump di “provare il Parmigiano Reggiano con l’uva”, Incerti ha poi consegnato una bottiglietta di aceto balsamico, per farle provare un abbinamento “ancora migliore”. In trincea anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, che dice: “Mi auguro che il governo riesca a tutelare le nostre eccellenze, il territorio e il Made in Italy, di cui anche Parma e’ espressione nel mondo”.