Biometano a Gavassa, mercoledì incontro Comune-Regione-Agricoltori

L'Amministrazione: "Le autorità sanitarie in conferenza dei servizi hanno espresso parere favorevole e non ci sono incompatibilità con il disciplinare del Parmigiano Reggiano. Mai mancato il dialogo"

REGGIO EMILIA – Il Comune di Reggio Emilia con il vicesindaco Alex Pratissoli e l’assessore alle Politiche per la Sostenibilità e l’Ambiente Carlotta Bonvicini, e la Regione Emilia-Romagna, con l’assessore alle Politiche ambientali e Difesa del suolo Paola Gazzolo hanno convocato in questi giorni gli agricoltori di Gavassa per un incontro, fissato a Reggio per mercoledì prossimo. “La volontà di dialogo, confronto e informazione sul progetto Forsu-Biometano non è mai mancata”, scrive l’amministrazione

E aggiunge: “Il percorso, a livello regionale, della Conferenza dei Servizi, che ha valutato il progetto Forsu-Biometano nei suoi diversi aspetti e il cui lavoro è ormai compiuto, ha raccolto i pareri favorevoli delle autorità sanitarie e di tutela dell’ambiente: tali autorità non hanno segnalato motivi ostativi all’approvazione del progetto, con con prescrizioni per mitigazioni e monitoraggio”.

Secondo l’amministrazione “il quadro complessivo ha consentito alla Regione Emilia-Romagna, titolare dell’autorizzazione finale alla costruzione dell’impianto, di formulare un parere chiaro sulla non incompatibilità dell’impianto rispetto al disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano, in quanto l’attivazione nell’impianto di un processo “anaerobico” e successivamente “aerobico” genera un abbattimento dei clostridi nel digestato e nel compost prodotto pari al 94.6%, ovvero in linea con quelli normalmente presenti nei letami bovini che vengono abitualmente utilizzati per la concimazione dei terreni”.

La Regione cita fra l’altro una ricerca del 2015, svolta dall’Istituto di microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Crpa, con il supporto del Consorzio italiano biogas e dei Consorzi di tutela del Grana Padano e del Parmigiano-Reggiano: “L’esito delle analisi a scala di laboratorio e a scala reale ha evidenziato che il numero di spore di specie clostridiche presenti nei vari digestati esaminati non varia in maniera statisticamente significativa rispetto ai differenti mix delle matrici organiche utilizzate per il processo di digestione anaerobica e si aggira su valori pari o di poco superiori a 104 spore per grammo, ovvero su valori analoghi a quelli già presenti nei letami in ingresso”.

E ancora: “Nel caso del progetto di impianto in oggetto (quello previsto a Gavassa di Reggio Emilia, ndr), il digestato da Forsu viene inoltre sottoposto ad un successivo trattamento aerobico per la produzione di compost, trattamento che per le sue caratteristiche comporta un forte abbattimento dei ceppi batterici che necessitano di condizioni anaerobiche, come appunto quelli del genere Clostridium”.

Dalla ricerca, sottolinea la Regione, “emerge che la percentuale media di abbattimento alla fine del processo di compostaggio è pari appunto al 94,6%”.

“Si ritiene quindi che il processo aerobico di compostaggio dia sufficienti garanzie per quanto riguarda l’abbattimento delle concentrazioni di clostridi riscontrabili nel digestato in ingresso, tenendo inoltre presente che negli studi condotti su digestori anaerobici alimentati con matrici agro-zootecniche i valori di concentrazione di clostridi riscontrati nei digestati appaiono indipendenti dai mix di matrici organiche in ingresso e si attestano su valori in linea con quelli riscontrati nei letami bovini che vengono normalmente utilizzati per la concimazione dei terreni”.

E pertanto, conclude la Regione, “non si rileva una incompatibilità dell’impianto né con i criteri di cui alla delibera dell’assemblea legislativa regionale n.51/2011, né con il disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano che pone limitazioni al solo utilizzo di insilati”.