Biogas Gavassa, la Bonvicini: “Iren faccia partire campagna di compost domestico”

Immagina Reggio chiede anche un test "per valutare gli effetti sul foraggio destinato Parmigiano Reggiano" e "la riduzione delle tariffe per coloro che differenziano adeguatamente"

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REGGIO EMILIA – “Avanziamo a Iren la proposta di avviare una campagna di compostaggio a chilometro zero che preveda la fornitura gratuita di compostiere domestiche, di diversa taglia e tipologia, da dislocare nei giardini e nei terrazzi privati, fornendo contestualmente istruzioni e materiale informativo sul compost domestico”.

Lo chiede l’assessore all’Ambiente, Carlotta Bonvicini accogliendo, in parte (era stato chiesto anche lo spostamento dell’impianto a Mancasale, ndr), le richieste avanzate dai Verdi su questo argomento e tentando di smorzare le polemiche sull’impianto a biogas che la multiutility vuole costruire a Gavassa. Aggiunge la Bonvicini: “Un buon compost può avvenire anche in ambiti molto ristretti, quali terrazzi, orti e piccoli giardini. In questo modo si avrebbe una riduzione del fabbisogno impiantistico per lo smaltimento della Forsu”.

Immagina Reggio, la lista che riunisce ambientalisti, ecologisti, esponenti dei Verdi e che esprime l’assessore Bonvicini in giunta, scrive: “Lo scenario della pianificazione degli impianti per il rifiuto differenziato oggi demanda ai privati la proposizione di progetti quali il Forsu-Biometano di Gavassa. Ci troviamo inoltre a dover dare una risposta concreta al problema dei rifiuti a livello cittadino e provinciale: le quantità sono note a tutti, produciamo già oggi oltre 33.000 tonnellate di FORSU all’anno che attualmente viene portato fuori Provincia”.

Continuano gli ecologisti: “I traguardi che insieme all’Amministrazione comunale siamo riusciti a raggiungere nell’ambito degli accordi territoriali per la realizzazione dell’impianto di Gavassa sono importanti e in sintonia con le richieste che le associazioni e gli stessi cittadini avevano avanzato negli scorsi mesi, richieste che noi di ImmaginaRe avevamo esplicitato in campagna elettorale. Fra questi l’autolimitazione alle 100.000 tonnellate annue, quindi limitate ai bacini di Reggio Emilia e Parma, la conversione di una pari quantità di terreno edificabile (oltre 600.000 mq) in terreno agricolo nelle previsioni urbanistiche del Comune e il rafforzamento dell’importantissima fase aerobica dell’impianto”.

Immagina Reggio chiede altre due importanti innovazioni a maggior tutela del comparto agricolo e della cittadinanza intera: “La realizzazione assieme e a fianco all’impianto di produzione del compost di un campo di validazione vegetativa per testare costantemente il compost prodotto e, più in generale, i prodotti usati in agricoltura nella produzione del foraggio destinato al Parmigiano-Reggiano. Questo campo di biotest agricolo sarebbe un’innovazione assoluta che, oltre a garantirci la totale affidabilità del compost prodotto a Gavassa, permetterà di progredire nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di qualità, controllando e verificando gli effetti di tutto ciò che mettiamo sopra i nostri campi”.

Inoltre “l’avvio già dall’anno prossimo di un programma di collaborazione cittadina al compostaggio domestico, regalando una compostiera e premiando con incentivi anche economici chi si impegnerà a trattenere parte della propria produzione di organico e verde per fare nel proprio giardino, domestico o condominiale, per farsi il proprio compost. Riducendo giri inutili di camion e camioncino per portare avanti e indietro un materiale che è per l’80% acqua, evitando così costi e inquinamenti inutili”.

Da ultimo “la riduzione delle tariffe per coloro che differenziano adeguatamente. Con la gara per la gestione dell’impianto si dovrà arrivare una riduzione della tariffa per chi fa bene la differenziata. Tutto questo per una città più verde e sostenibile, pragmatica, capace di sfruttare le innovazioni apportate dalla ricerca scientifica e tecnologica, in una sinergia virtuosa tra ente pubblico e privati”.

 

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