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Via Luxemburg, blitz di Casa Bettola e Aq16 contro il cantiere del Conad

I contestatori hanno abbattuto oggi la rete che delimita l'area dei lavori. "Protestiamo contro quel processo di cementificazione che, come dimostrato anche da una recente indagine, interessa il 21,5% del suolo cittadino"

REGGIO EMILIA – Gli attivisti del centro sociale Aq16 e di Casa Bettola hanno abbattuto oggi la rete del cantiere del Conad in via Rosa Luxemburg. I contestatori prendono spunto dalla settimana delle mobilitazioni Globali contro il cambiamento climatico, il grido di allarme lanciato dal movimento #FridaysForFuture, che anche a Reggio Emilia, ha portato in piazza circa mille studenti e studentesse.

Scrivono da Aq16: “E’ in questo contesto di fermento e lotta al sistema capitalista, in continuità con le mobilitazioni che hanno attraversato la città, che questo pomeriggio abbiamo scelto di abbattere la rete del cantiere Conad che sorgerà in Via Rosa Luxemburg. Con questa azione abbiamo voluto contestare quel processo di cementificazione che come dimostrato anche da una recente indagine interessa il 21,5% del suolo cittadino e che in contraddizione con quanto dichiarato dall’amministrazione comunale non si è mai arrestato ma al contrario ha subito un ulteriore incremento rispetto agli anni precedenti”.

Aggiungono i contestatori: “Pretendiamo un’assunzione di responsabilità da parte degli organi amministrativi in materia di progettazione del tessuto urbano, per far sì che si ponga un freno al consumo del suolo e si attui un piano per Reggio Emilia che abbia come scopo primario il benessere del cittadino e la sostenibilità ambientale e non sia asservito agli interessi speculativi delle grandi catene commerciali”.

E concludono: “Riteniamo che il tempo sia scaduto, la lotta per la salvaguardia del pianeta e per la giustizia climatica passa da un cambiamento radicale del sistema che ha determinato il nostro stile di vita e dal superamento di quella narrazione, nata in seno al modello neoliberista, che traduce quanto sta avvenendo nel mondo come uno scontro generazionale. Solo assumendola come appartenente a ognuno di noi vinceremo e conquisteremo il futuro”.