Premio produttività, Confcoop e Legacoop replicano ai sindacati

Le due centrali: "Coop sociali, non è comprensibile la richiesta di aggiungere, in altro modo e comunque, una somma rilevante ad un premio ritenuto insoddisfacente a fronte di risultati 2018 meno soddisfacenti anche per le imprese"

REGGIO EMILIA – “Non è saltato alcun accordo integrativo provinciale per le cooperative sociali, per la semplice ragione che nessuna delle componenti interessate (centrali cooperative e sindacati) lo ha disdettato”. Si apre con questa precisazione la replica di Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest alla presa di posizione dei sindacati confederali reggiani, che in una nota si sono dichiarati fortemente insoddisfatti del valore medio dell’Elemento Retributivo Territoriale ERT) che andrà ad integrare le retribuzioni dei lavoratori per il 2019.

“I parametri sui quali viene stabilito l’integrativo – sottolineano le due centrali cooperative -presentano elementi di oggettività condivisi da organizzazioni cooperative e sindacati; trattandosi di un “premio”, si riferiscono, in specifico ai risultati economici conseguiti dalle imprese con i loro lavoratori, retribuiti secondo un contratto nazionale recentemente rinnovato con una integrazione rilevante rispetto ai livelli precedenti”.

“Per anni – spiegano Loretta Losi e Roberto Magnani, responsabili del settore sociale di Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative – l’ERT erogato dalle cooperative reggiane è stato il più alto d’Italia, e il suo più modesto attuale livello non è certo attribuibile alla volontà delle imprese, ma è legato a risultati medi di bilancio che, evidentemente, non hanno registrato miglioramenti nel periodo 2015-2017”.

“A fronte di questo dato oggettivo – proseguono Roberto Magnani e Loretta Losi – non è comprensibile la richiesta dei sindacati di aggiungere in altro modo e comunque una somma rilevante ad un premio ritenuto insoddisfacente; a fronte di risultati 2018 meno soddisfacenti anche per le imprese, infatti, non è chiaro da dove potrebbero derivare le risorse richieste dalle organizzazioni sindacali”.

“I sindacati – aggiungono gli esponenti di Confcooperative e Legacoop – conoscono bene la situazioni delle coop sociali e sanno che le maggiori difficoltà derivano dal mancato riconoscimento – da parte della committenza pubblica e privata – di corrispettivi sui servizi in grado di remunerare adeguatamente le competenze presenti nelle cooperative, i loro investimenti e il lavoro dei soci-lavoratori e dei dipendenti”.

“Su questo tema, cioè su un mercato che comprime anche il valore di esperienze alle quali è affidata tanta parte dei servizi a persone e famiglie e che si fanno carico di tante risposte altrimenti impensabili per il pubblico – concludono Loretta Losi e Roberto Magnani – vorremmo davvero che il sindacato aprisse, insieme a noi, nuovi ragionamenti e nuove azioni, non limitandosi a rivendicare premi che, se vi fossero le condizioni, saremmo i primi a voler erogare”.