Minori, Reggio sperimenta nuove risposte a povertà educativa

Sabato le porte dell'asilo nido Giobi in via Verdi saranno aperte dalle 10.30 alle 13 per raccogliere le iscrizioni e offrire brevi dimostrazioni delle attivita' gratuite che si svolgeranno da ottobre 2019 a marzo 2020

REGGIO EMILIA – Ampliare l’accesso ai servizi educativi e di cura dei bambini fra zero e sei anni, attraverso la partecipazione delle famiglie, in modo particolare di quelle in condizione di fragilita’. E’ l’obiettivo principale del progetto sperimentale “Fa.c.e.” (Farsi Comunita’ Educanti), con capofila la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, che opera a livello internazionale per la promozione di un’educazione di qualita’. L’iniziativa e’ stata selezionata dall’impresa sociale “Con i Bambini” e finanziata per 2,1 milioni con risorse del fondo per il contrasto della poverta’ educativa minorile.

Le citta’ coinvolte sono Reggio Emilia (con il nido-scuola dell’infanzia “Giobi” nel quartiere Regina Pacis), Napoli a Ponticelli, Teramo e Palermo, nel quartiere Sperone, per un totale di circa 1.500 genitori e 900 bambini. In particolare, a Reggio Emilia bambini (anche non frequentanti il nido-scuola) e adulti saranno invitati a prendere parte insieme a incontri gratuiti con esperti del territorio su temi che vanno dal giocare insieme, al mondo dell’alimentazione – tra svezzamento e cibi di culture diverse – fino al massaggio infantile, la comunicazione tra grandi e piccoli, e la pratica insieme di sport o musica. E sabato le porte dell’asilo nido Giobi in via Verdi saranno aperte dalle 10.30 alle 13 per raccogliere le iscrizioni e offrire brevi dimostrazioni delle attivita’ gratuite che si svolgeranno da ottobre 2019 a marzo 2020.

Per Raffaella Curioni, assessore a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia “il progetto Fa.c.e identifica la scuola come punto di riferimento del territorio, secondo la filosofia che il Comune di Reggio Emilia ha maturato e applica da tempo”. Con “una proposta innovativa alle famiglie – aggiunge Curioni – il progetto permette di avviare un dialogo tra scuola, famiglie, quartieri che, oltre a rispondere a bisogni espressi dai genitori, puo’ portare all’ampliamento dell’accesso e da’ vita ad una vera e propria comunita’ educante”.

Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children aggiunge: “Questo progetto vuole offrire occasioni di incontro e ascolto reciproco, occasioni per essere tutti piu’ consapevoli delle differenze di cui siamo portatori e tutti piu’ responsabili affinche’ queste differenze apprendano a nutrirsi del e nel rapporto con gli altri”.

Sempre a Reggio Emilia, dopo una prima fase di mappatura dei servizi presenti nel quartiere e di ascolto dei bisogni e desideri delle famiglie realizzata in collaborazione con l’Universita’, e’ stato partita una seconda fase di co-progettazione con i partner: Comune, Istituzione scuole e nidi di infanzia, cooperativa Comunita’ Educante e altre associazioni tra cui il centro interculturale Mondinsieme, l’associazione “La Cova”, e “nati per la musica. Nei prossimi mesi e’ gia’ previsto l’avvio di un secondo progetto attorno al tema del cibo “come linguaggio attraverso il quale si esprime, si costruisce e si rinnova una comunita’”.