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Minori, Lega: “Hansel e Gretel legata anche a inchiesta del 1996”

I parlamentari della Lega: "Con sue perizie accuse di abusi a famiglia che poi si suicidò"

REGGIO EMILIA – Dopo quella in corso di Bibbiano e quella dei “Diavoli della Bassa modenese” risalente al 1998, spunta una terza vicenda giudiziaria legata a storie controverse di abusi su minori, in cui compaiono Claudio Foti e il centro studi (da lui diretto) “Hansel e Gretel”. A segnalarla sono i deputati della Lega, che in un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede trattano del cosiddetto “dramma di Sagliano Micca”, avvenuto nel 1996 in provincia di Biella e conclusosi tragicamente.

I fratelli Guido e Maria Cristina Ferraro, entrambi con due bambini, e i loro genitori, i nonni Alba e Attilio, furono accusati di aver abusato rispettivamente dei propri figli e dei propri nipoti, fin da quando questi avevano appena tre anni. Il 5 giugno 1996, nel giorno della prima udienza del processo che li vedeva come imputati, i quattro componenti della famiglia si suicidarono inghiottendo pillole di sonnifero e respirando i gas di scarico della loro Fiat Uno.

I parlamentari della Lega, a questo proposito, sottolineano che la tesi dell’abuso in famiglia, sostenuta dall’accusa e dal pubblico ministero si basava sulle perizie del Centro studi di Moncalieri “Hansel e Gretel” e in particolare su quella di Cristina Roccia, la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero, e di Claudio Foti, psicologo, direttore del Centro studi e marito di Roccia all’epoca dei fatti.

La stessa ex moglie di Foti (oggi sposato con Nadia Bolognini, indagata dalla procura di Reggio Emilia per gli affidi della val d’Enza), compare anche nell’inchiesta modenese “Veleno”, come una delle consulenti del tribunale di Modena all’epoca dei processi, che hanno assolto diverse volte gli imputati. A giudizio degli esponenti del Carroccio “risulta particolarmente inquietante il fatto che il Centro studi con sede a Moncalieri ‘Hansel e Gretel0 sia parte in causa in tutti e tre i procedimenti giudiziari” e implicato, seppur con modalita’ diverse, “in almeno tre fatti di cronaca degli ultimi 25 anni”.

Nell’atto si ricorda che, in merito all’inchiesta su Bibbiano Foti e’ stato agli arresti domiciliari e ha oggi obbligo di dimora nel comune di Pinerolo, risultando indagato “per aver falsato i ricordi di alcuni bambini al fine di poterli allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari nel caso di Bibbiano”, spiegano i leghisti.

La onlus diretta da Foti, chiosano, “ha beneficiato nel maggio del 2019 di un contributo da parte del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle in Piemonte, figurando tra le 11 associazioni che il gruppo consiliare stesso ha ritenuto meritevoli di ricevere una donazione dal fondo privato formatosi in seguito dalla rinuncia di parte delle indennita’ degli stessi consiglieri 5 stelle”.

Alla luce di questi fatti, la Lega chiede quindi al ministro “quali provvedimenti di propria competenza, anche di carattere normativo, intenda adottare al fine di evitare che i minori possano essere sottratti alle proprie famiglie sulla base di decisioni assunte mediante perizie non sempre corrispondenti alla realta’ dei fatti”.