Minori, le famiglie affidatarie “A rischio noi e i bambini”

I genitori: "Siamo orgogliosi di essere una comunita' e dei genitori normali che cercano di essere disponibili"

REGGIO EMILIA – Scatto di orgoglio delle comunita’ familiari che accolgono i minori dati in affidamento dai servizi sociali, finite nel mirino dopo l’inchiesta “Angeli e Demoni” di Reggio Emilia. A rivendicare con forza operato e ruolo dei genitori affidatari e’ stato ieri Roberto Zanoli, presidente dell’associazione di coordinamento regionale delle comunita’ familiari, ascoltato in Regione dalla commissione speciale di inchiesta sul sistema di tutela dei minori.

Rispetto alle vicende di Bibbiano e al clima di ostilita’ che hanno suscitato, Zanoli afferma: “Abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’esposizione mediatica che e’ stata riservata a minori ospitati nelle nostre case, coinvolti in questa inchiesta. E’ stata messa a rischio la loro incolumita’, cosi’ come il progetto di accoglienza, perche’ alcuni genitori cui era stato proibito dal giudice l’avvicinamento ai figli per motivi di sicurezza hanno scoperto dove erano i loro figli e sono state organizzate anche delle manifestazioni davanti alle nostre strutture che di conseguenza hanno dovuto essere sgombrate”. In questa fase, aggiunge Zanoli “‘vergogna’ sembra essere la parola principe, ma noi siamo invece orgogliosi di essere una comunita’ e dei genitori normali che cercano di essere disponibili”.

Entrando nel merito del funzionamento del sistema affidi sempre Zanoli sottolinea l’esistenza di “comunita’ familiari, che accolgono solo minori, case famiglia, che invece si rivolgono anche alle persone adulte”. Sono i servizi sociali, aggiunge, “a collocare i minori in queste strutture autorizzate, a seguito di un decreto del Tribunale dei minori ed e’ poi la Procura a programmare controlli periodici semestrali per assicurare il rispetto delle norme”. Il tutto “diventa una vera famiglia: questa e’ l’accoglienza familiare”.

Il consigliere Fabio Callori (Fdi), pur ribadendo l’importanza del lavoro portato avanti dalle comunita’ di tipo familiare, evidenzia: “A Bibbiano qualcosa non ha funzionato, qualcuno in modo discrezionale ha scelto a chi affidare i bambini”. A Callori ha replicato il presidente della commissione Giuseppe Boschini rilevando che i servizi sociali “non agiscono in solitudine e sono sempre e solamente i tribunali dei minori a dare mandato ai servizi sociali per il successivo inserimento dei minori nelle comunita’ familiari”.