Minori Bibbiano, scontro in commissione d’inchiesta

Il Pd: "Ha debolezze, ma il sistema affidi è ok". Fdi: "Ammettete gli errori"

REGGIO EMILIA – La commissione d’inchiesta nata in Regione Emilia-Romagna sul sistema degli affidi di minori compie un mese. Ma sull’interpretazione di quanto emerso finora, nelle sei sedute (alcune fiume) convocate dallo scorso 27 agosto, restano profonde divergenze. Ed ora lo scontro tra maggioranza e opposizione (con qualche distinguo) e’ sull’opportunita’ di comparare il sistema emiliano-romagnolo degli affidi con quelli di altre regioni, soppesando in questo modo diversamente le vicende giudiziarie di Bibbiano.

Il presidente della commissione Giuseppe Boschini (Pd) afferma con sicurezza: “Dai numerosi incontri si puo’ confermare che il sistema degli affidi nella nostra regione funziona, anche se sono emersi alcuni possibili elementi di debolezza. Sfrutteremo le prossime settimane per approfondire la materia, con l’obiettivo di elaborare indicazioni rivolte a migliorare questo sistema”.

Anche Michele Facci di Fratelli d’Italia punta la bussola al quadro nazionale, perche’ “il problema dell’approccio sbagliato al tema emerge anche in altre realta’, il fenomeno non e’ solo emiliano-romagnolo”. Bibbiano quindi “rappresenta l’esasperazione di un metodo”. Sui fatti della val d’Enza, Facci suona pero’ una nota polemica, parlando di “un Pd in difficolta’: innegabilmente suoi esponenti di vertice hanno esaltato il modello Bibbiano, un sistema oggi al centro di un’inchiesta grave”.

Per Fabio Callori, altro consigliere di Fratelli d’Italia, “la commissione si deve concentrare su quanto accaduto a Bibbiano”. Ogni volta, aggiunge Callori che “un relatore dice chiaramente come sono andate le cose a Bibbiano c’e’ una levata di scudi dal Pd”. Il problema, aggiunge, “non riguarda solo il reggiano ma anche altre realta’ della regione e non solo: il metodo Foti, per fare solo un esempio, e’ stato promosso anche nel piacentino”.

Pertanto, conclude il consigliere, chi ha sostenuto questo sistema “deve avere il coraggio di ammettere l’errore”. La replica dei dem non si fa attendere: “Ho la sensazione- dice Paolo Calvano- che si voglia fare passare la tesi che in Emilia-Romagna c’e’ una maggiore propensione ad allontanare i minori dalle famiglie, oltre al fatto che verrebbero utilizzati metodi diversi rispetto alle altre regioni. Queste sono due falsita’”.

Qui, prosegue l’esponente del Pd, “non succede nulla di piu’ di quello che accade nel resto d’Italia. I dati nazionali (ministeriali) ci dicono che nella nostra regione i minori allontanati arrivano al 2,7 per mille, mentre a livello nazionale si parla del 2,6 per mille, sostanzialmente lo stesso numero”. Inoltre l’orientamento regionale, “e’ quello di tutelare il minore prevedendone il rientro in famiglia: l’allontanamento (applicato solo in casi straordinari) deve essere il meno traumatico possibile”. E per finire, sottolinea Calvano, casi analoghi a quello reggiano “si sono verificati in tutta Italia”.

Il vicepresidente della commissione Igor Taruffi (Si) e’ favorevole al confronto con altre regioni. “Ad esempio- dice- come sappiamo che la bambina che e’ salita sul palco leghista di Pontida e’ residente in Lombardia. Sarebbe quindi utile sentire in commissione anche il responsabile dei servizi sociali della Lombardia”. Per Massimiliano Pompignoli della Lega invece “quello che e’ successo a Bibbiano non risulta si sia verificato anche in altre parti d’Italia. Certamente ci sono altre segnalazioni, anche nella nostra regione, ma non per eventi di dimensioni paragonabili a quelle reggiane”.

Anche per la vicepresidente Raffaella Sensoli del M5s “e’ necessario comprendere la diffusione di certi metodi, capire se il problema e’ nazionale o solo locale”, mentre Silvia Piccinini invita a guardare al giardino di casa: “Lavoriamo sugli aspetti che ci competono, anche per comprendere se le indicazioni fornite ai territori dalla Regione siano state effettivamente applicate”. Silvia Prodi (Misto) vede necessario un cambio delle norme nazionali per arrivare “ad una standardizzazione dei processi, che garantiscano risposte il piu’ possibile omogenee”.

Per Roberta Mori (Pd) “l’impegno della commissione deve essere rivolto alla tutela dei minori e delle famiglie”. Anche perche’ “come ha affermato lo stesso procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini sotto inchiesta non c’e’ il sistema dei servizi ma ci sono delle persone”. Gabriele Delmonte (Lega) la vede infine cosi’: “Fondamentale in questa commissione e’ comprendere se la colpa e’ dell’uomo o del mezzo, esattamente come si fa quando si devono stabilire le cause di un disastro aereo” (Fonte Dire).