Migranti, Comune di Reggio rinuncia a giudizio per residenza

A meta' luglio avevano impugnato davanti al tribunale di Bologna i provvedimenti con cui l'anagrafe reggiana aveva dichiarato l'impossibilita' di dare avvio al procedimento di iscrizione

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REGGIO EMILIA – Il Comune di Reggio Emilia non si mette di traverso all’iscrizione nell’anagrafe cittadina degli stranieri richiedenti asilo. E questo nonostante il veto del decreto sicurezza, secondo cui il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non e’ titolo sufficiente per presentare istanza di residenza.

Lo dimostra l’atteggiamento tenuto dall’amministrazione – ricostruito in una delibera della giunta comunale di fine luglio – nel caso di due profughi giunti in Italia nel maggio del 2017 e ospitati in una struttura di accoglienza in citta’.

A meta’ luglio i migranti hanno impugnato davanti al tribunale di Bologna (sezione specializzata per l’immigrazione) i provvedimenti con cui l’anagrafe reggiana aveva dichiarato l’impossibilita’ di dare avvio al procedimento di iscrizione nel registro della popolazione anagrafica residente nel Comune, sulla base appunto del decreto sicurezza. La giunta comunale, tuttavia, ha deciso di non costituirsi in giudizio.

In particolare l’amministrazione richiama la giurisprudenza costituita dalle sentenze dei tribunali di Bologna, Firenze, Prato, Genova e Lecce che, in giudizi analoghi, hanno riconosciuto il diritto dei titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo ad iscriversi all’anagrafe della popolazione residente. “Ritenuto di condividere il suddetto orientamento giurisprudenziale”, il Comune ha quindi ritenuto “di non costituirsi nei due giudizi”.

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